L’anestesista rientra in servizio al Perrino e chiede anche prestazioni extra: stop immediato disposto dalla direzione generale
Clima teso, decisione immediata. All’ospedale Ospedale Perrino il rientro in servizio di un anestesista indagato per maltrattamento di animali è durato pochissimo. Il medico, Cristian Luca Ghezzani, cinquantenne, era tornato in reparto dopo un periodo di congedo ordinario.
Tuttavia, la direzione generale della ASL Brindisi è intervenuta subito, disponendo il suo allontanamento e il ritorno a riposo forzato. Il provvedimento è stato comunicato attraverso il direttore di Anestesia e Rianimazione, Massimo Calò, su indicazione del manager Maurizio De Nuccio.
Rientro contestato e tensione in reparto
Il ritorno del medico non è passato inosservato. Anzi, secondo quanto emerge, sarebbe stato accolto in un clima carico di diffidenza e disagio tra il personale sanitario. A pesare non sono solo le indagini in corso, ma anche la richiesta avanzata dal medico di accedere alle prestazioni aggiuntive, retribuite fino a cento euro l’ora.
Una richiesta che ha irritato la direzione, soprattutto considerando il consistente monte ferie ancora non utilizzato. Di conseguenza, è stata presa una decisione netta. Il rientro è stato bloccato e il medico è stato invitato a lasciare immediatamente il servizio.
Le accuse e il principio di presunzione di innocenza
Cristian Luca Ghezzani è attualmente indagato dalla Procura per maltrattamento di animali. Secondo le ipotesi investigative, avrebbe provocato la morte di alcuni gatti e sottoposto altri a gravi violenze. Le ricostruzioni parlano di episodi particolarmente cruenti, che avrebbero suscitato indignazione anche a livello nazionale, con reazioni forti da parte di associazioni animaliste e cittadini.
Allo stesso tempo, è necessario ribadire che si tratta di accuse ancora al vaglio degli inquirenti. Vale quindi il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva. Nel frattempo, la direzione della ASL Brindisi ha chiesto di essere informata tempestivamente su eventuali sviluppi giudiziari. In presenza di elementi formali, potrebbe essere avviato un procedimento disciplinare.
La vicenda resta aperta, sia sul piano giudiziario che su quello interno all’azienda sanitaria. Una storia che scuote, divide e solleva interrogativi profondi. Il territorio osserva, aspetta risposte e pretende chiarezza.
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