Otto gli indagati tra i quali l’attuale dirigente del settore Urbanistica del Comune di Bari, Pompeo Colacicco
di MATTIA URSO – Coinvolge quattro comuni del sud est barese l’indagine della Guardia di Finanza riguardo appalti truccati per un totale di 120 milioni.
Otto gli indagati tra i quali l’attuale dirigente del settore Urbanistica del Comune di Bari, Pompeo Colacicco, che è coinvolto nell’inchiesta in quanto responsabile dell’ufficio dei Comuni del Bacino Aro/Ba8. Coinvolto anche Amedeo D’Onghia, successore di Colacicco quale responsabile dell’ufficio dei Comuni dal luglio 2017, Danilo Santamauro e Raffaella Longo, in qualità di direttori esecutivi del contratto per i Comuni di Monopoli e Conversano e Massimo D’Adamo, dirigente dell’Ufficio ambiente del Comune di Conversano. Ma anche 3 imprenditori, Vittorio Lana, Paolo Aureli e Domenico Di Mise, accusati a vario titolo di turbata libertà degli incanti e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale.
«L’attività di polizia economico finanziaria sviluppata dalla Compagnia di Monopoli, avviata nel 2018, ha consentito di ricostruire un articolato sistema di frode, ad avviso della Procura, finalizzato alla illecita partecipazione e aggiudicazione di gare d’appalto indette da una stazione appaltante, insediata nel sud est barese, del valore complessivo di circa 120 milioni di euro, da parte di una società campana operante nel settore della raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani», spiegano i finanzieri in una nota.
Il tutto parte nel 2018, e ad oggi le conclusioni sono riguardanti un «articolato sistema di frode, finalizzato alla illecita partecipazione e aggiudicazione di gare d’appalto» indette dal Comune di Monopoli, capofila dell’Aro Ba/8, da parte di una società campana, la Ecologia Falzarano. Gli appalti riguardavano il servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani nei Comuni di Monopoli, Conversano, Polignano a Mare e Mola di Bari.
L’accusa afferma: «i pubblici ufficiali avrebbero omesso intenzionalmente, nelle fasi dei controlli d’ufficio e delle verifiche preliminari alla stipula dei contratti di segnalare la sussistenza di una serie di esposizioni debitorie con il fisco e con gli enti previdenziali a carico della società affidataria, anziché procedere all’avvio della procedura di esclusione della stessa dalla gara».
«I responsabili unici del procedimento dell’Aro Ba/8 e dei comuni di Monopoli e Conversano, in concorso con i rispettivi direttori esecutivi del contratto d’appalto, pur essendo a conoscenza di irregolarità fiscali e contributive, per oltre 4 milioni di euro, accertate tramite l’avvenuta consultazione della banca dati Durc on line e una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate inviata agli enti pubblici interessati, avrebbero attestato la regolarità dei requisiti di legge previsti dal Codice dei contratti pubblici».








