Sanità pugliese e aumento Irpef, il centrodestra scende in piazza, si accende lo scontro politico

Dalla manifestazione del centrodestra a Bari alle repliche del Partito Democratico. Al centro del confronto il disavanzo sanitario regionale, l’aumento dell’addizionale Irpef e le responsabilità del Governo nazionale nel finanziamento della sanità pubblica

Si infiamma il dibattito politico pugliese attorno all’aumento dell’addizionale Irpef regionale, misura adottata dalla Regione Puglia per far fronte al disavanzo sanitario. Da una parte il centrodestra scende in piazza contro quella che definisce una scelta penalizzante per cittadini, famiglie e imprese; dall’altra il Partito Democratico e gli esponenti della maggioranza regionale accusano il Governo nazionale di aver progressivamente ridotto le risorse destinate alla sanità pubblica, costringendo le Regioni a ricorrere alla leva fiscale.

Il centrodestra in piazza contro l’aumento delle tasse

A Bari, in piazza San Ferdinando, si è svolta la “Maratona oratoria contro l’aumento delle tasse in Puglia”, promossa dalle forze del centrodestra e dell’area moderata.

Tra i partecipanti anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ha definito l’incremento della pressione fiscale regionale una decisione sbagliata.

Secondo Gemmato, famiglie, lavoratori, pensionati e imprese rischiano di pagare il prezzo di una gestione inefficiente delle risorse pubbliche, mentre la soluzione dovrebbe essere individuata attraverso una maggiore razionalizzazione della spesa.

Alla manifestazione hanno preso parte i rappresentanti regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e altre forze civiche, con interventi programmati per l’intera giornata.

Anche il deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Mauro D’Attis ha chiesto alla Regione di ritirare il provvedimento, sostenendo la necessità di aprire un confronto più ampio sulle strategie per affrontare il deficit sanitario.

Borraccino: «Il centrodestra protesta contro sé stesso»

Durissima la replica del presidente della II Commissione regionale, Cosimo Borraccino, che ha definito le dichiarazioni di Gemmato «stravaganti» e prive di fondamento.

Secondo l’esponente del Partito Democratico, il vero problema sarebbe rappresentato dal progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale operato dal Governo negli ultimi anni.

Borraccino richiama i dati sulla spesa sanitaria in rapporto al PIL, passata dal 6,8% del 2022 al 6,3% del 2026, sostenendo che proprio questa riduzione avrebbe generato difficoltà economiche nelle Regioni italiane.

Per il consigliere regionale, il centrodestra starebbe quindi protestando contro conseguenze determinate dalle stesse scelte politiche adottate a livello nazionale.

Nel suo intervento Borraccino cita anche le analisi della Fondazione Gimbe, secondo cui senza nuove risorse molte Regioni sarebbero costrette ad aumentare la fiscalità locale o a ridurre i servizi sanitari.

Il tema dei farmaci e il ruolo del Governo

Borraccino ha inoltre richiamato un recente approfondimento pubblicato dal Corriere della Sera e firmato da Milena Gabanelli, relativo ai costi sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale per l’acquisto dei farmaci.

Secondo il consigliere regionale, il Governo dovrebbe chiarire alcuni aspetti legati alla riforma farmaceutica e concentrarsi maggiormente sul rafforzamento del sistema sanitario pubblico piuttosto che attaccare le scelte delle Regioni.

Gioia replica a Caroli: «Nessun saccheggio di personale verso il nuovo ospedale»

Nel frattempo il dibattito politico si è esteso anche all’apertura del nuovo Ospedale Monopoli-Fasano.

A intervenire è stato Tommaso Gioia, che ha respinto le accuse relative a presunti trasferimenti di personale sanitario dalla provincia di Brindisi verso la nuova struttura.

Secondo Gioia, il tavolo tecnico convocato presso la Prefettura di Bari aveva esclusivamente l’obiettivo di organizzare il trasferimento dei pazienti dal vecchio ospedale di Monopoli al nuovo presidio sanitario.

«Non si è mai parlato di chiusure di reparti o depotenziamenti della ASL Brindisi», ha precisato.

Anche in questo caso Gioia ha attribuito le difficoltà del sistema sanitario al sottofinanziamento nazionale, ricordando come numerose Regioni, comprese quelle governate dal centrodestra, abbiano denunciato la scarsità delle risorse disponibili.

De Santis e Minerva: «Gemmato convinca Meloni a investire nella sanità»

Sulla stessa linea si colloca la posizione del segretario regionale del PD Domenico De Santis e del capogruppo democratico in Consiglio regionale Stefano Minerva.

I due esponenti politici sostengono che, se il Governo aumentasse il finanziamento della sanità pubblica, non sarebbe necessario ricorrere all’aumento dell’Irpef.

Secondo De Santis e Minerva, Gemmato dovrebbe utilizzare il proprio ruolo istituzionale per ottenere maggiori risorse da Roma invece di contestare le scelte della Regione.

«La Puglia ha scelto di difendere ospedali, pronto soccorso, servizi territoriali e assunzioni», affermano i due dirigenti del Partito Democratico.

Gli esponenti dem sostengono inoltre che il Fondo Sanitario Nazionale sia cresciuto meno dell’aumento dei costi sostenuti dalle Regioni, generando inevitabili difficoltà finanziarie.

Un confronto destinato a proseguire

Il tema della sanità si conferma così uno dei principali terreni di scontro politico in Puglia.

Da un lato il centrodestra continua a contestare l’aumento della pressione fiscale deciso dalla Regione, ritenendolo un peso eccessivo per i contribuenti. Dall’altro il centrosinistra attribuisce le difficoltà economiche della sanità regionale al progressivo ridimensionamento delle risorse nazionali.

Con il dibattito destinato ad accompagnare i prossimi mesi, resta sullo sfondo una questione che coinvolge direttamente cittadini, famiglie e operatori sanitari: garantire servizi efficienti senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici.

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