«I Cobas si mobilitano non solo per raccogliere le firme necessarie per sottoporre a referendum la famigerata legge Calderoli ma anche e soprattutto per organizzare focolai di resistenza antagonista contro tutte le politiche neoliberiste che stanno massacrando una serie di diritti faticosamente conquistati»
Un comunicato stampa del Cobas di Ostuni.
«Dopo 23 anni dalla Riforma, voluta e ralizzata dal Centro-sinistra, del titolo V della Costituzione che ha creato il presupposto giuridico e il fondamento Costituzionale per l’Autonomia Differenziata e dopo 6 anni dagli accordi preliminari sottoscritti dal governo Gentiloni con Zaia, Maroni e Bonaccini, rispettivamente Governatori del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna, i nodi sono arrivati al pettine.
Quella Riforma e quell’intesa preliminare costituirono le prime coltellate all’unità dell’Italia sotto il profilo dei diritti e dello Stato Assistenziale in generale. Con quegli accordi, infatti, lo Stato si assumeva formalmente l’impegno a dar vita al cosiddetto regionalismo differenziato dando attuazione all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione così come era stata cambiata nel 2001.
Quei famigerati accordi prevedevano il conferimento alle Regioni di competenze in materie strategiche di Welfare e Servizi. Infatti, nel corso del 2017 e del 2018 le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, con pronunce formali dei loro organi, hanno dato avvio all’attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione per l’attuazione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. (Precisamente, il 3 ottobre 2017, il 14 novembre 2017 e 12 febbraio 2018 l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione per impegnare il Presidente della Giunta Regionale ad avviare il negoziato col Governo ai fini dell’Intesa prevista dall’art.116, terzo comma, della Costituzione, specificando anche i temi che avrebbero dovuto essere oggetto prioritario di negoziazione).
In questo contesto di attacco generalizzato all’unità dell’Italia dei diritti, sostanzialmente voluto e organizzato da tutte le forze politiche, salvo qualche sporadica eccezione, è arrivata la classica ciliegina sulla torta, il progetto di legge, già approvato dal parlamento, Calderoli che da concretezza alla Riforma del titolo V della Costituzione e ai vari progetti di intesa precedentemente sottoscritti. E’ appena il caso di sottolineare il mercimonio tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia: ognuna di queste forze politiche, pur di realizzare i propri progetti legislativi, approva i desiderata degli altri.
Nello specifico: il premierato come forma di Governo, l’Autonomia Differenziata e la “riforma” della Magistratura. La riforma Calderoli è ormai il colpo di grazia contro l’unità dell’Italia in termini di garanzie e diritti sociali. Questa legge permette un trasferimento totalmente iniquo dallo Stato alle Regioni, in virtù del quale avremo, in riferimento a competenze fondamentali come Sanità, Scuola, Tutela ambientale, Infrastrutture, etc., Servizi e Diritti sociali differenti da Regione a Regione.
Avremo cioè cittadini di serie A, cittadini di serie B e cittadini di serie….Z. I cittadini non saranno più uguali di fronte alla Legge ma avranno prestazioni differenziate a seconda della loro residenza. Non è difficile immaginare come si amplierà il divario tra Nord e Sud del Paese e tra le varie regioni che costituivano quella che un tempo si chiamava Italia. In questo contesto le privatizzazioni dei Servizi festeggeranno il loro trionfo, così come voluto dalle politiche neoliberiste dell’Unione Europea: dalla lettera Draghi Trichet del 2011 alle condizionalità dei debiti del PNRR.
I Cobas si mobilitano non solo per raccogliere le firme necessarie per sottoporre a referendum la famigerata legge Calderoli ma anche e soprattutto per organizzare focolai di resistenza antagonista contro tutte le politiche neoliberiste che stanno massacrando una serie di diritti faticosamente conquistati nel corso del secolo scorso. Soprattutto in un momento storico dove quelle politiche hanno il colore funerario della guerra mondiale nucleare.
Tutti i Martedì e i Giovedì dalle ore 19:00 alle 20:00 presso la sede dei Cobas di Ostuni, via Mons. Luigi Mindelli n.2 si potrà firmare.»








