ASL Foggia e Ambito Territoriale Sociale uniscono le forze per semplificare l’accesso ai servizi socio-sanitari: sportello unico, accoglienza integrata, gestione coordinata delle richieste e assistenza più vicina ai cittadini
È stato sottoscritto ieri, nella sede del Distretto Socio Sanitario di Cerignola, il protocollo d’intesa tra l’ASL Foggia e l’Ambito Territoriale Sociale per l’organizzazione e la gestione condivise del Punto Unico di Accesso (PUA), un modello innovativo che integra i servizi sanitari e sociali per offrire ai cittadini un accesso più semplice, coordinato e tempestivo alla rete di assistenza del territorio.
L’accordo, valido per un anno e rinnovabile, è stato firmato alla presenza del vicepresidente della Regione Puglia e assessore alla Sanità Raffaele Piemontese. Per l’ASL Foggia erano presenti il direttore generale Antonio Nigri e la direttrice del DSS di Cerignola Mina De Gennaro; per l’Ambito Territoriale Sociale, il sindaco di Cerignola Francesco Bonito e la vicesindaca e assessora al Welfare Maria Dibisceglia.
«Quella di Cerignola è la prima esperienza operativa in Puglia che dà piena attuazione al nuovo modello previsto dal DM 77 – ha dichiarato Piemontese –. Il PUA è un sistema che va incontro al cittadino e non il contrario. Basta corse da uno sportello all’altro, file inutili e documenti da portare a mano: saranno gli operatori a fare rete e rispondere in modo coordinato e tempestivo. Questo è fare politica nella sua forma più alta».
Il Punto Unico di Accesso rappresenta una vera porta d’ingresso all’intera rete dei servizi del territorio, consentendo l’accoglienza e l’ascolto del cittadino tramite uno sportello dedicato che svolge attività di:
- informazione su diritti e interventi del sistema sanitario e sociale;
- raccolta della segnalazione del bisogno;
- coordinamento degli operatori coinvolti nella presa in carico.
«La sottoscrizione dell’intesa – ha spiegato Antonio Nigri – è un esempio concreto della capacità di costruire alleanze istituzionali per azzerare le distanze con i cittadini. Il PUA rappresenta una risposta concreta, diretta e appropriata ai bisogni di salute delle persone e del territorio».
Il protocollo prevede anche l’integrazione operativa tra ASL e Ambito sociale attraverso la valutazione congiunta dei bisogni, l’individuazione del setting assistenziale più idoneo (assistenza domiciliare, strutture intermedie, supporto sociale) e l’attivazione dei servizi secondo criteri di appropriatezza, tempestività e continuità.
L’intesa sarà oggetto di monitoraggio e potrà essere aggiornata alla luce di eventuali disposizioni regionali o nuove esigenze locali. L’esperienza di Cerignola si candida ora a diventare un modello per l’intera regione.








