Sostenibilità, mediterraneità e creatività i tre pilastri del nuovo piano di sviluppo che punteranno alla valorizzazione del territorio
Oggi, 7 ottobre, presso l’Auditorium del Museo Sigismondo Castromediano a Lecce, si è svolta la conferenza stampa di Otranto Capitale italiana della Cultura 2025. Un risultato ottenuto grazie alla collaborazione di un gruppo di lavoro dell’Università del Salento, in partnership con il Comune di Otranto, Assessorato alla Cultura, e supportato metodologicamente da Promo PA Fondazione.
Presenti alla conferenza Francesco Bruni, Assessore alla Cultura del Comune di Otranto; Fabio Pollice, Magnifico Rettore dell’Università del Salento, e Luciano Schito, coordinatore del Dossier di candidatura.

Il nuovo piano di sviluppo presentato stamattina rappresenta un vero e proprio mosaico di progettualità, che fa capo a tre linee guida: Otranto come officina di creatività; Otranto come faro culturale; Otranto come ecosistema culturale.
L’officina come luogo del fare; il faro come simbolo dell’unione tra la città e ciò che è all’orizzonte; l’ecosistema come equilibrio tra uomo e natura, tra mare e terra.
«Un progetto di comunità, è così che può essere sinteticamente descritta – dichiara il Rettore – la candidatura di Otranto a Capitale italiana della Cultura 2025. Una comunità che reinterpreta se stessa, il proprio patrimonio culturale, mettendolo al centro di un progetto di sviluppo che travalica i confini stessi della candidatura per costruire una visione di lungo termine a cui possa ispirarsi l’agire individuale e collettivo. E così Otranto, mosaico di culture, sotto la guida dell’Università del Salento, ha prodotto un mosaico di idee: un progetto organico e condiviso che guarda al futuro mettendo in valore il passato».
Di buon auspicio le parole dell’Assessore Bruni: «Adesso si deve passare a un sostegno ancor più convinto del percorso della candidatura. Per la prima volta, la nostra città si è dotata di una progettazione che potrà orientare tutta l’offerta culturale del nostro territorio nei prossimi anni. Sarà molto importante che questo percorso sia ancor di più accompagnato e realizzato con tutti gli attori istituzionali – a cominciare da Unisalento e Camera di Commercio, che hanno creduto da subito nell’iniziativa».
Continua dicendo: «Siamo convinti che il dossier abbia tutte le carte in regola per superare il prossimo step e traguardare la fase finale del bando».
«Il Dossier – spiega Luciano Schito – ci rivela un modello innovativo di pianificazione condivisa: un Piano Strategico omogeneo, in cui le convergenze tra il pubblico e il privato sono il vero punto di forza di questa candidatura. Perché all’autorevolezza e all’autenticità delle idee si aggiungono la forza e la volontà di realizzarle insieme. Perché alle competenze e alla sensibilità di tutto il gruppo di lavoro si uniscono la conoscenza scientifica e l’umiltà del confronto dialettico, dove contano le buone idee e non i ruoli».








