Ha sottolineato, anche, l’importanza di concentrarsi su battaglie dirette contro le disuguaglianze sociali, contro le nuove povertà
Loredana Capone ha aperto il dibattito sul futuro del Partito Democratico «Più che l’ennesimo segretario dobbiamo attivare una costituente per ridefinire la nostra identità: chi siamo? Quale sarà il nostro campo?». Queste sono le parole che la presidente del Consiglio regionale pugliese ha scelto per annunciare la sua partecipazione alla direzione nazionale dei dem. Nei giorni scorsi Capone ha definito la campagna elettorale di Enrico Letta, segretario del PD, eroica.
La questione più importante da risolvere è quella identitaria: serve un’identità precisa al partito. Infatti, Capone ha dichiarato «Il partito non può più essere neutro e contraddittorio, com’è stato invece negli ultimi anni in cui, impegnato in governi dalla indistinta miscela partitica, non è riuscito a far riconoscere le proprie battaglie per i cittadini e per la soluzione dei loro problemi».
Ha proseguito sottolineando l’importanza di concentrarsi su battaglie dirette contro le disuguaglianze sociali, contro le nuove povertà: progettando un Paese accogliente, capace di valorizzare e salvaguardare il patrimonio di talento, arte, ambiente e salute che possiede.
In questi giorni, l’aria di cambiamento pervade, anche, il Consiglio Regionale che dopo la bocciatura del disegno di legge sul fine vita e il rinvio della riforma dell’Arpal si appresta a dover risolver una spaccatura interna del PD pugliese. Secondo indiscrezioni Fabiano Amati, Ruggero Mennea e Donato Metallo sarebbero pronti ad abbandonare il gruppo dem, tuttavia, al momento i diretti interessati hanno smentito.
I cambiamenti ci saranno, tra questi, probabilmente: il pentastellato Cristian Casili otterrà un assessorato. Ad intervenire sulla questione è stata Rosa Barone, delegata regionale al Welfare «Non è un problema di poltrone, ma di obiettivi da portare avanti. Avremo altri incontri con Emiliano sempre sui temi perché quelli ci interessano e per quelli abbiamo voluto assumerci delle responsabilità».








