Ceglie Messapica: San Raffaele, procedura di licenziamento collettivo per il personale del Centro di Riabilitazione

Sindacati e politici intervengono sul futuro del Centro di Ceglie Messapica, tra licenziamenti collettivi e il processo di internalizzazione della gestione pubblica. Un futuro incerto per i lavoratori e la continuità assistenziale

La CISL FP Taranto Brindisi ha reagito con preoccupazione alla comunicazione della Fondazione San Raffaele di Ceglie Messapica riguardante l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo per il personale del Centro di Riabilitazione. Sebbene l’annuncio non abbia sorpreso i sindacati, essi si appellano all’applicazione immediata della Legge Regionale 21/2024, che assegna la gestione diretta del centro alla ASL di Brindisi. Tale norma, secondo la CISL FP, deve essere applicata con urgenza per garantire la continuità del servizio e la salvaguardia dei posti di lavoro.

La fondazione ha gestito il Centro per 24 anni, spesso senza un rapporto collaborativo con i sindacati, ignorando le richieste di adeguamento ai contratti nazionali del lavoro nel settore della sanità privata, il che ha portato a numerose iniziative sindacali e legali da parte della CISL. Ora, l’associazione sindacale sollecita il transito del personale alla ASL senza alcuna interruzione del servizio, salvaguardando sia i diritti dei lavoratori che la necessaria assistenza sanitaria per il territorio.

Il punto di vista politico: le opinioni di Luigi Caroli e Fabiano Amati

Anche la politica si esprime sulla vicenda, con dichiarazioni divergenti. Luigi Caroli, consigliere regionale e coordinatore di Fratelli d’Italia, si interroga sulle ragioni dietro al declino del Centro di Riabilitazione, sostenendo che fino a pochi mesi fa fosse considerato un’eccellenza sanitaria. Caroli critica la procedura di internalizzazione avviata dalla Regione Puglia, affermando che la gestione della Fondazione non aveva subito contestazioni dalla ASL e che il cambiamento, pur motivato dalla volontà di migliorare i servizi, ha generato incertezza, panico tra i pazienti e insicurezza per i lavoratori.

Di diverso avviso è il consigliere regionale Fabiano Amati, che accoglie con favore la procedura di licenziamento collettivo come un passo avanti per il processo di internalizzazione. Sebbene Amati riconosca che il tutto si sarebbe potuto gestire con meno traumaticità, apprezza la nuova collaborazione della Fondazione con la pubblica amministrazione, pur avvertendo del rischio di una riduzione temporanea dell’assistenza sanitaria durante la fase di transizione. Per questo, ha già allertato l’Assessorato regionale alla Sanità e la ASL di Brindisi per garantire il proseguimento dei servizi.

Questa situazione mette in evidenza la complessa dinamica tra sanità pubblica e privata, mentre i lavoratori e i pazienti attendono risposte concrete per il futuro del Centro di Ceglie Messapica.

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