Operazione “Balzo”: sei misure cautelari ad Andria per spaccio di droga con il coinvolgimento di minori

Eseguita questa mattina dai Carabinieri di Barletta-Andria-Trani, su disposizione del Tribunale di Trani, un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di sei persone accusate di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento personale ed evasione. L’indagine ha rivelato l’esistenza di una rete di spaccio familiare che si avvaleva della collaborazione di quattro minorenni, tra cui un diciassettenne

È stata eseguita questa mattina l’operazione “Balzo”, che ha portato all’applicazione di sei misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, indagati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, favoreggiamento personale ed evasione, con l’aggravante di essersi avvalsi della collaborazione di quattro minorenni.

Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Trani su richiesta della Procura della Repubblica, è stato eseguito da circa 50 Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, supportati dal 6° Nucleo Elicotteri, dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia e dal Nucleo Cinofili di Modugno.

L’indagine, condotta tra gennaio e marzo 2025 dalla Stazione dei Carabinieri di Andria con il supporto della Sezione Operativa e sotto la direzione della Procura di Trani, trae origine da due sequestri di droga avvenuti nel centro storico di Andria, in via Suor Caterina del Balzo, nei mesi di giugno e dicembre 2024.

Durante le operazioni, i militari rinvennero e sequestrarono quantitativi significativi di hashish e marijuana occultati all’interno di un contatore del gas metano in strada. Uno degli indagati si attribuì la proprietà della sostanza, venendo arrestato e trovato in possesso, presso la propria abitazione, di ulteriore stupefacente.

Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di un’organizzazione familiare dedita allo spaccio di hashish, marijuana e cocaina, che operava stabilmente nel quartiere, con una media di circa 100 cessioni al giorno e un incasso stimato in 3.000 euro quotidiani. A capo della rete vi sarebbero stati due fratelli, uno dei quali destinatario della misura cautelare in carcere, mentre l’altro è stato posto agli arresti domiciliari.

Il gruppo si avvaleva della collaborazione del padre e di quattro minori, tra cui il fratello diciassettenne dei due coordinatori, impiegati come corrieri o pusher.

L’attività investigativa ha fatto emergere modalità di occultamento e comunicazione particolarmente ingegnose, tra cui:
– l’uso di barattoli calamitati nascosti nelle canaline di scolo per eludere i controlli;
– l’impiego di abitazioni di terzi come depositi di droga;
– l’uso di schede SIM intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari;
– e la distribuzione di biciclette elettriche ai pusher per facilitare le consegne nel centro storico.

Le operazioni di monitoraggio, supportate da telecamere nascoste e attività di pedinamento e osservazione, hanno permesso di documentare numerose cessioni di stupefacente, anche da parte di uno degli indagati già ai domiciliari, accusato anche di evasione.

Durante le indagini, i Carabinieri hanno inoltre arrestato due persone, deferito una terza in stato di libertà e contestato diversi illeciti amministrativi ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90 a carico dei consumatori.

«L’operazione rappresenta un ulteriore segnale della costante azione di contrasto dei Carabinieri contro il traffico di stupefacenti sul territorio» – spiegano fonti investigative – «Un’attività condotta con determinazione, volta non solo a reprimere i reati, ma anche a sottrarre i giovani dal coinvolgimento in dinamiche criminali che minano la sicurezza e la legalità».

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come precisato dalla Procura di Trani, «l’eventuale colpevolezza degli indagati dovrà essere accertata in sede processuale, nel pieno rispetto del principio di innocenza e del contraddittorio tra le parti».

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