Qualità della vita, le province pugliesi migliorano ma non basta

Tra le province pugliesi spicca Bari con 80 punti: il capoluogo è migliorato di 6 posizioni rispetto all’anno scorso e si è collocata nella parte più alta del terzo gruppo insieme con Brindisi, salita dal 90esimo posto dell’anno scorso all’85esimo

La 24/ma edizione del Rapporto realizzato da ItaliaOggi con l’università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni non ha giovato alla Puglia: il report sulla qualità della vita delle sue province non porta ottimi risultati alla regioni.

Le pugliesi migliorano ma restano ancora troppo in basso nella classifica rispetto a Trento che è in testa, superando però province come Crotone, ultima in classifica al 107esimo posto. Si trovano tutte tra il terzo e il quarto gruppo dove la qualità della vita è considerata “scarsa” o “insufficiente”, secondo quanto riportato dal rapporto.

La classifica nazionale sicuramente mette in luce una chiara e netta divisione in due dell’Italia, Nord e Sud distanti: nessuna provincia meridionale compare nei primi due gruppi, quelli con una qualità della vita definita “buona” e “accettabile.

Tra le province pugliesi spicca Bari con 80 punti: il capoluogo è migliorato di 6 posizioni rispetto all’anno scorso e si è collocata nella parte più alta del terzo gruppo (qualità della vita “scarsa”) insieme con Brindisi, salita dal 90esimo posto dell’anno scorso all’85esimo.

Migliora, seppur minimamente, la provincia di Lecce che si trova nel quarto gruppo (qualità insufficiente) insieme alla Bat (da 97 a 90), e Taranto che sale da 103 a 99 e infine Foggia, che passa dal posto 105 a 101, trovandosi a sei postazioni dall’ultima classificata in Italia.

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