Adriana Poli Bortone candidata alla Provincia di Lecce, pioggia di insulti sui social

Dopo l’annuncio della corsa alla presidenza provinciale, attacchi personali legati all’età: la solidarietà del centrodestra e la condanna di un clima che svilisce il confronto democratico

La candidatura di Adriana Poli Bortone alla presidenza della Provincia di Lecce ha acceso un acceso dibattito sui social, degenerato in una serie di commenti offensivi e critiche personali legate all’età dell’ex ministra, oggi sindaco del capoluogo salentino. A 82 anni, Poli Bortone ha accettato la sfida con il sostegno unitario del centrodestra provinciale, che nei giorni scorsi ha ufficializzato la sua candidatura.

L’annuncio ha però innescato reazioni che, in molti casi, hanno travalicato il perimetro del legittimo confronto politico. Tra i commenti comparsi online, non sono mancate frasi irrispettose e riferimenti anagrafici, accompagnati dall’invocazione a «lasciare spazio ai giovani», mentre altri utenti hanno difeso la scelta sottolineando l’esperienza e la competenza maturate in una lunga carriera istituzionale.

Ma la sindaca di Lecce ha scelto di rispondere all’odio social con queste parole: «Vecchia? Lo sono. E pure Befana, per autoproclamazione», senza, però, subire in silenzio, ricordando che «Con chi esagera già partite le querele».

A prendere posizione sono stati i vertici provinciali dei partiti che sostengono la candidatura. Il deputato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Saverio Congedo, ha espresso solidarietà parlando di «attacchi inaccettabili legati alla sua età e al suo ruolo di amministratore pubblico». Congedo ha aggiunto che «riteniamo grave e offensivo che il confronto politico venga svilito attraverso argomentazioni che nulla hanno a che vedere con il merito dell’azione amministrativa, ricorrendo a forme di discriminazione personale che non dovrebbero trovare spazio nel dibattito democratico».

Sulla stessa linea il coordinatore provinciale di Forza Italia, Paride Mazzotta, che ha definito le offese «il segno evidente di quanti pochi e poveri argomenti abbiano i suoi e nostri oppositori, mentre assistono in silenzio al buon governo della città di Lecce».

La vicenda riapre il tema del rispetto nel confronto pubblico e del ruolo dell’esperienza nella vita politica, in un momento in cui il dibattito rischia di ridursi a slogan e attacchi personali, allontanandosi dai contenuti e dalle sfide amministrative che attendono il territorio.

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