Bari, al via il cantiere del Parco della Rinascita sull’area ex Fibronit

Iniziati i lavori propedeutici alla trasformazione del sito contaminato in uno dei più grandi parchi urbani della città: 14 ettari di verde, 16 milioni di euro di investimento, un progetto simbolo di rigenerazione ambientale, memoria civile e partecipazione collettiva

Dopo decenni di battaglie civiche, iter burocratici e progetti condivisi, prende finalmente il via il cantiere del Parco della Rinascita sull’ex area Fibronit, uno dei luoghi più simbolici e dolorosi della storia urbana di Bari, bonificato dall’amianto e pronto a rinascere come spazio verde multifunzionale.

Ieri mattina, sul sito che un tempo ospitava la fabbrica della morte, si è tenuto il sopralluogo istituzionale che ha sancito l’apertura delle attività propedeutiche alla realizzazione del parco. Presenti il sindaco di Bari, il presidente della Regione Puglia, l’eurodeputato e presidente della Commissione ENVI, l’ex presidente della Regione Puglia, il presidente del Comitato Fibronit Nicola Brescia, rappresentanti del Comune, del Municipio I e della Consulta cittadina dell’Ambiente.

«Questo cantiere – ha dichiarato il sindaco – è il frutto di un lungo percorso di impegno civile, istituzionale e personale. Una promessa mantenuta, un luogo di morte che tornerà a vivere grazie al coraggio di una città intera. Nessuno potrà mai restituire le vite spezzate, ma possiamo seminare speranza, laddove per anni c’è stato solo dolore».

Nel cuore dell’intervento, finanziato con 16 milioni di euro (di cui 11,5 milioni da fondi PNRR), c’è un progetto ampio e ambizioso: 14 ettari di verde a ridosso dei quartieri Japigia, Madonnella e San Pasquale, completamente accessibili e restituiti alla cittadinanza. Il disegno prevede forestazione urbana, aree sportive, giochi per bambini, piazze, percorsi sensoriali e un anfiteatro dedicato a Maria Maugeri, pioniera della battaglia per la bonifica.

Il progetto, redatto con approccio partecipativo, mira a creare un “cuneo verde” nel cuore della città, capace di connettere quartieri, rigenerare paesaggio e memoria collettiva, e offrire spazi per la socialità, la cultura e la biodiversità. Saranno piantati oltre 1300 alberi, 50.000 arbusti e più di 70.000 tappezzanti, per un risparmio stimato di 700 tonnellate di CO₂ l’anno.

L’ex presidente della Regione, nel suo intervento, ha ricordato come proprio il finanziamento regionale da 10 milioni di euro per la messa in sicurezza fu uno dei primi atti del suo governo: «Qui, dove si voleva costruire un sottopasso, oggi sorgerà un parco. Un segno di vita, una lezione di civiltà».

L’eurodeputato e presidente della Commissione ENVI ha parlato di una “staffetta morale” raccolta dai cittadini e portata avanti con determinazione da chi, in questi anni, ha creduto in un futuro diverso per l’ex Fibronit: «Oggi non riportiamo indietro il tempo, ma nessuno fermerà il futuro. Qui cresceranno i nostri figli, i nostri alberi, la nostra città nuova».

Particolarmente toccante l’intervento di Nicola Brescia, portavoce del comitato Fibronit: d«Oggi si chiude un percorso cominciato 25 anni fa. Il Parco della Rinascita è il nostro risarcimento civile a chi ha sofferto e non c’è più. Vogliamo che il nome di Ernesto Chiarantoni, che si è battuto con coraggio fino alla fine, venga ricordato nell’area giochi dei bambini. Oggi è un giorno di emozione e memoria».

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