Provvedimenti del Questore di Lecce dopo gli scontri del 29 ottobre 2025: identificati sei responsabili, tra cui tre minorenni, per episodi di violenza sugli spalti
Prosegue l’azione di contrasto alla violenza negli eventi sportivi da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce. Nella mattinata odierna, i militari della Stazione Carabinieri di Veglie hanno notificato sei provvedimenti di Divieto di Accesso alle Manifestazioni Sportive (D.A.SPO.), emessi dal Questore di Lecce lo scorso 4 aprile 2026.
I provvedimenti sono stati adottati su proposta dei Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina, a seguito dei gravi disordini verificatisi durante l’incontro di calcio tra Veglie e Carmiano, disputato il 29 ottobre 2025 presso il campo sportivo comunale.
I fatti e gli scontri tra tifoserie
Nel corso della partita di Coppa di Puglia, un gruppo di circa trenta sostenitori della squadra ospite avrebbe abbandonato il proprio settore dirigendosi verso la tribuna dei tifosi locali con intenti ostili.
Superate le recinzioni, si sarebbe innescato un violento contatto fisico tra le due tifoserie, che ha costretto il direttore di gara a sospendere definitivamente l’incontro.
L’intervento dei Carabinieri e le indagini
L’intervento immediato dei Carabinieri impegnati nei servizi di ordine pubblico ha consentito di contenere i disordini e di evitare conseguenze più gravi per i presenti, garantendo la sicurezza dell’area.
Le successive attività investigative, condotte dalla Stazione Carabinieri di Veglie in collaborazione con il NORM della Compagnia di Campi Salentina, hanno portato all’identificazione di sei soggetti di nazionalità italiana, residenti nel Nord Salento, ritenuti presunti responsabili degli scontri.
Coinvolti anche tre minorenni
Tra i destinatari dei provvedimenti figurano anche tre minorenni di età compresa tra i 14 e i 17 anni, elemento che evidenzia la crescente presenza di giovani coinvolti in episodi di violenza legati allo sport.
Una circostanza che rafforza la necessità di un costante monitoraggio preventivo e di interventi mirati sul piano educativo e sociale, oltre che repressivo.
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di attenzione delle forze dell’ordine verso i fenomeni di violenza negli stadi e nei campi sportivi, con l’obiettivo di garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni e la sicurezza dei cittadini.
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