Dalla donazione alla trasfusione, AVIS Monte Sant’Angelo apre le porte alla conoscenza per raccontare come una sacca di sangue possa diventare speranza e cura per chi ne ha bisogno
Dietro una semplice donazione di sangue si nasconde un percorso complesso, fatto di professionalità, controlli rigorosi e tecnologia sanitaria. Un percorso che, molto spesso, rappresenta il confine tra la sofferenza e la speranza per chi attende una trasfusione. Proprio per questo AVIS Monte Sant’Angelo racconta il viaggio del sangue e ha scelto di dedicare la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue a un momento di approfondimento aperto alla cittadinanza.
Domenica 14 giugno 2026, alle ore 18.30, la Biblioteca Comunale – Ciro Angelillis – ospiterà il convegno dal titolo «Il Percorso dal Donatore al Ricevente: una storia di solidarietà», organizzato con il patrocinio del Comune di Monte Sant’Angelo e dell’Assessorato al Welfare.
L’iniziativa punta a spiegare cosa accade realmente a una sacca di sangue dal momento della raccolta fino all’utilizzo in ospedale. Un tema spesso poco conosciuto ma fondamentale per comprendere l’importanza di una donazione che continua a rappresentare un pilastro della sanità pubblica.
Un gesto semplice che diventa una terapia salvavita
Il programma si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco Pierpaolo D’Arienzo, dell’assessore al Welfare Lea Basta, del presidente di AVIS Monte Sant’Angelo Antonio Rinaldi, del presidente provinciale AVIS Foggia Alessandro Giallella e di Rocco Frascaria, componente dell’esecutivo regionale AVIS Puglia.
Successivamente entreranno nel vivo i contenuti scientifici dell’incontro. I professionisti del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del Policlinico di Foggia illustreranno ogni fase del percorso che il sangue affronta dopo la donazione.
AVIS racconta il viaggio del sangue, una straordinaria catena di solidarietà che inizia con il gesto generoso di un donatore e si conclude con una concreta possibilità di cura per chi affronta una malattia o un’emergenza. Durante il convegno saranno illustrati i processi di raccolta, conservazione, analisi e distribuzione delle unità ematiche, oltre ai rigorosi controlli che garantiscono sicurezza e qualità prima dell’utilizzo terapeutico.
Un processo complesso che raramente è visibile agli occhi dei cittadini ma che garantisce sicurezza, qualità e tempestività nelle cure.
Donatori protagonisti di una comunità solidale
Ad intervenire saranno Tommaso Granato, direttore del SIMT del Policlinico di Foggia, l’infermiera Marica Oliveto e la tecnico sanitaria di laboratorio biomedico Elisabetta Piccirilli. Le conclusioni saranno invece affidate ad Antonio Martino Cotugno, dirigente medico cardiologo della ASL Foggia e direttore sanitario di AVIS Monte Sant’Angelo.
L’appuntamento rappresenta anche un’occasione per ringraziare pubblicamente chi sceglie di donare in modo costante e responsabile. Per questo motivo, al termine della conferenza, si terrà la tradizionale cerimonia di consegna delle benemerenze ai donatori che si sono distinti nel tempo per il loro impegno.
Si tratta di un momento particolarmente emozionante. Dietro ogni attestato, infatti, ci sono decine di donazioni, centinaia di ore dedicate al prossimo e un contributo concreto alla salute collettiva.
In un periodo in cui il fabbisogno di sangue resta elevato, eventi come questo ricordano quanto ogni singola donazione possa fare la differenza. Perché una sacca di sangue non è soltanto un presidio sanitario. È un gesto d’amore che attraversa ospedali, laboratori e reparti per arrivare là dove qualcuno sta aspettando una nuova possibilità.
La cittadinanza è invitata a partecipare. Conoscere il valore della donazione significa comprendere quanto sia importante continuare a costruire una cultura della solidarietà capace di salvare vite ogni giorno.
Segui InPuglia24.it per restare aggiornato sulle notizie del Gargano, della Capitanata e dell’intera regione. Raccontiamo il territorio attraverso le storie delle persone, delle associazioni e delle comunità che ogni giorno fanno la differenza. Perché dietro ogni notizia ci sono volti, emozioni e gesti che meritano di essere conosciuti e condivisi.









