Salento, emergenza roghi: Fratelli d’Italia lancia l’allarme

La provincia di Lecce ha conquistato il primato nazionale per numero di incendi e interventi di soccorso. Un’emergenza roghi destinata a peggiorare nel 2026 visto l’incremento di oltre il 50% dei casi rilevati al 2 giugno

Gli incendi estivi in Puglia, e in particolar modo nel Salento, hanno ormai superato la soglia della ciclica emergenza stagionale. A lanciare l’allarme è Fratelli d’Italia tramite il consigliere regionale Paolo Pagliaro. I dati ufficiali fotografano uno scenario drammatico, nel 2025 la sola provincia di Lecce ha registrato oltre 10mila interventi di soccorso, di cui ben 4.526 legati a roghi di vegetazione, un primato assoluto che ha collocato il territorio salentino al primo posto in Italia per questa specifica tipologia di emergenza.

L’avvio del 2026 non promette nulla di buono. Infatti, alla data del 2 giugno si contano già 772 incendi di vegetazione, facendo registrare un incremento superiore al 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Con l’avvicinarsi della campagna ufficiale di Antincendio Boschivo (AIB), attiva dal 15 giugno al 15 settembre sotto il coordinamento della Regione Puglia, il sistema rischia il collasso. La causa principale è una crescente pressione sui servizi di soccorso, di un coordinamento carente e di risorse umane e strumentali del tutto inadeguate.

La protesta della Protezione Civile

Il cuore della polemica, sollevata da Fratelli d’Italia, riguarda il ruolo e il trattamento riservato alle squadre di volontari della Protezione Civile in possesso di brevetto regionale AIB, delegate ai compiti di monitoraggio, avvistamento e supporto allo spegnimento.

Moltissime associazioni iscritte nei registri regionali hanno deciso di non aderire alla campagna AIB 2026. Le ragioni del rifiuto risiedono nell’impossibilità di sostenere l’impegno richiesto a fronte di rimborsi spese giudicati non commisurati all’usura dei mezzi e di procedure burocratiche pesantissime per rendicontare persino il carburante e le attrezzature.

Sottoscrivere la convenzione significa, infatti, garantire turni giornalieri con squadre di almeno tre operatori per tre mesi. Un sacrificio enorme per cittadini che svolgono un normale lavoro e sottraggono gratuitamente il proprio tempo libero alle famiglie per puro spirito di solidarietà. Il risultato è un progressivo calo di vocazioni che sta riducendo al minimo i contingenti operativi in diverse aree della provincia di Lecce.

Le associazioni lamentano, inoltre, una totale confusione su ruoli e competenze; infatti, ai volontari, formati per i boschi, viene chiesto di spegnere sterpaglie su terreni privati o cespugli sui cigli stradali. Aree incolte dove spesso l’abbandono di rifiuti speciali richiederebbe l’azione esclusiva dei Vigili del Fuoco, i quali, tuttavia, si trovano a loro volta a fare i conti con gravi carenze di organico e di parco mezzi.

Il giallo degli elicotteri e il nodo delle vasche d’acqua

Per potenziare il supporto aereo, la Regione Puglia ha annunciato lo scorso 5 giugno la firma di un accordo triennale per l’impiego di due elicotteri dedicati alla prevenzione e al contrasto dei roghi boschivi nei periodi a più alto rischio.

Una misura che, secondo Fratelli d’Italia, resta avvolta nel mistero operativo. Non è stato infatti chiarito come funzionerà il servizio e se siano stati previsti degli avio-rifornitori sul posto. Se l’elicottero fosse costretto a tornare a fare rifornimento in una base distante 100 o 150 chilometri dalla linea del fuoco, l’intervento perderebbe qualsiasi carattere di tempestività, rivelandosi inutile.

Altrettanto critica è la mappatura delle vasche di rifornimento idrico, che dovrebbero essere dislocate in modo capillare nell’entroterra, lontano dal mare. Davanti a questo quadro di emergenza, Fratelli d’Italia sollecita un confronto immediato con i vertici regionali e provinciali del Corpo dei Vigili del Fuoco e chiede alla Regione di investire massicciamente anche sulla prevenzione culturale.

Secondo il partito, serve una campagna di informazione e sensibilizzazione contro la radicata e illegale abitudine di eliminare le sterpaglie con il fuoco, un comportamento sanzionato dalla legge che contribuisce a generare emergenze. La difesa dell’ambiente e del patrimonio verde pugliese deve trasformarsi in una responsabilità condivisa e quotidiana, e non in un semplice piano di gestione delle emergenze.

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