Transizione energetica, Galiano (Flaei Cisl): «Serve dialogo sociale e certezze per Brindisi»

Il segretario territoriale della Flaei Cisl interviene sul rinvio della chiusura della Centrale Enel “Federico II”: una scelta di buon senso in un contesto geopolitico incerto, ma che non deve rallentare i piani di reindustrializzazione e riconversione produttiva del sito

La transizione energetica non può prescindere da quella sociale. È questa la posizione della Flaei Cisl Brindisi, ribadita dal segretario territoriale Ugo Galiano a seguito del rinvio della chiusura della Centrale Enel “Federico II” di Brindisi, inizialmente prevista per il 31 dicembre 2025 e ora spostata al 2038, in linea con gli obiettivi graduali fissati a livello internazionale.

«Abbiamo sempre detto che transizione energetica e transizione sociale sono due facce della stessa medaglia», afferma Galiano. «Quando fu annunciata la chiusura della Centrale per il 2025, ponemmo un’unica condizione: che fosse una scelta sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale».

In un contesto mondiale profondamente mutato – tra guerre ai confini europei, dazi e instabilità energetica – la scelta di mantenere in funzione temporaneamente impianti strategici viene letta come una misura di prudenza.

«L’Italia importa oltre il 70% dell’energia che consuma. Smantellare in modo semplicistico le centrali a carbone ci avrebbe esposti ancora di più, aggravando una delle bollette energetiche più alte d’Europa», sottolinea.

Per la Flaei Cisl, la decisione del Governo – formalizzata in un ordine del giorno allegato al Decreto Industria – appare dunque coerente con gli scenari attuali.

«È paradossale lo sgomento manifestato da alcune sigle sindacali. Il G7 di Torino aveva già indicato il 2035 come termine per l’addio al carbone, con la Germania che si prende tempo fino al 2038».

Galiano guarda al futuro con realismo e responsabilità:
«Oggi serve un mix energetico che comprenda anche il gas, nell’attesa delle rinnovabili programmabili e del nucleare di nuova generazione. Ma tutto ciò non può ostacolare gli investimenti già annunciati per la riconversione industriale del sito di Brindisi».

Il riferimento è alle manifestazioni di interesse sul tavolo della reindustrializzazione: progetti che, secondo la Flaei Cisl, devono essere accelerati, dando certezze su tempi e ricadute occupazionali.

«La proroga dell’attività della Centrale può garantire la sicurezza energetica nazionale, ma non deve diventare un alibi per rallentare il cambiamento. Serve un piano industriale chiaro, con strumenti certi e valorizzazione delle competenze esistenti», afferma Galiano.

L’obiettivo è evitare che la transizione resti solo sulla carta, e che le promesse di sviluppo vengano annullate da derive ideologiche o scelte populistiche.

«La decarbonizzazione non si affronta con slogan, ma con percorsi partecipati e investimenti reali in formazione, tecnologie e infrastrutture».

Infine, il richiamo alla responsabilità collettiva: «Continueremo a dialogare con autonomia e pragmatismo con tutti gli attori in campo. In gioco c’è il destino occupazionale di lavoratori diretti, dell’indotto e dell’appalto, oggi sospesi in un’attesa carica di incertezza».

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