Operazioni concluse con accompagnamento in frontiera di cinque cittadini extracomunitari irregolari, tra cui un albanese latitante da 19 anni e un tunisino responsabile di reati contro il patrimonio. «Un lavoro congiunto tra Prefettura, Questura e Divisione Immigrazione per garantire sicurezza e legalità», spiegano dalla Questura di Lecce
La Polizia di Stato di Lecce ha eseguito, nei giorni scorsi, cinque provvedimenti di espulsione con accompagnamento in frontiera nei confronti di cittadini extracomunitari risultati irregolari sul territorio nazionale e considerati pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Nel dettaglio, nella giornata del 2 ottobre, gli agenti hanno dato esecuzione all’espulsione di due cittadini stranieri, uno di nazionalità albanese e l’altro tunisina, entrambi con precedenti penali e già oggetto di indagini di polizia giudiziaria.
Il cittadino albanese era stato tratto in arresto il 30 settembre 2025, dopo 19 anni di latitanza, per una condanna a 10 anni di reclusione per sfruttamento della prostituzione. L’uomo è stato successivamente scarcerato a seguito della prescrizione del reato e immediatamente espulso dal territorio nazionale.
Il cittadino tunisino, invece, più volte denunciato per reati contro il patrimonio e già destinatario di un avviso orale del Questore di Lecce, è stato colto in flagranza di reato per ricettazione. Durante la perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti monili in oro, piatti e ciotole in argento, orologi e altri oggetti di valore.
Nelle settimane precedenti, erano già stati accompagnati alla frontiera altri tre cittadini stranieri irregolari, un americano, un albanese e una moldava, tutti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica.
I provvedimenti di espulsione, emessi dal Prefetto della provincia di Lecce e convalidati dall’Autorità Giudiziaria, sono stati eseguiti coattivamente dal Questore Lionetti, per garantire il certo allontanamento dal territorio nazionale dei soggetti coinvolti.
«Le espulsioni con accompagnamento alla frontiera di soggetti pericolosi rappresentano il punto di arrivo di un percorso di collaborazione tra i diversi uffici della Polizia di Stato» – spiegano dalla Questura – «La Divisione Immigrazione “chiude il cerchio” delle attività di polizia giudiziaria nei confronti dei cittadini extracomunitari irregolari, assicurando l’effettiva esecuzione dei provvedimenti».
Come previsto dalle norme vigenti in materia di immigrazione, le espulsioni sono state accompagnate dal divieto di reingresso in Italia per un periodo non inferiore a cinque anni, che in alcuni casi potrà estendersi fino a dieci anni.
L’operazione si inserisce nel quadro delle azioni di prevenzione e sicurezza messe in campo dalla Polizia di Stato a tutela della collettività, in una strategia che punta a rafforzare il controllo del territorio e il rispetto delle norme sull’immigrazione.








