I dati al 7 novembre, anche se le immatricolazioni chiudono a fine mese, registrano un 7 per cento in più di iscritti al primo anno: 10.585 nuovi studenti per il nuovo anno accademico 2022/2023. Il rettore Bronzini: «Ne sono orgoglioso»
La campagna di immatricolazione “Uniba cambia” ha sortito i suoi effetti: a testimoniarlo è l’aumento del 7 per cento del totale di iscritti alle facoltà dell’Aldo Moro, pari a 10.585 nuovi studenti per il nuovo anno accademico 2022/2023.
Un significativo incremento rispetto al 2021, se si tiene conto del fatto che i dati sono ancora provvisori: l’ultimo termine per immatricolarsi è fine novembre.
Tra i numeri, un motivo di soddisfazione ricade proprio nelle materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica): significativo, infatti, è l’aumento di iscritti per il Dipartimento di Matematica con il 50 per cento in più rispetto all’anno scorso.
A seguire il Dipartimento di Chimica con un più 20 per cento di immatricolati e Informatica e Fisica che registrano il 10 per cento in più di nuovi studenti.
Numeri che non sono frutto del caso: la linea programmatica dell’Ateneo per la nuova campagna mirava a rilanciare la centralità delle materie Stem, anche rispetto alla larga possibilità di sbocchi occupazionali nell’ambito.
Una strategia che ha garantito la copertura del 75 per cento delle imposte alle studentesse iscritte a percorsi di laurea in scienza, tecnologia e matematica.
«Noi abbiamo sposato l’incremento degli iscritti per le materie Stem – commenta il rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini – e questa linea politica trova conferma anche con l’incremento del 20 per cento dei nuovi iscritti ai dipartimenti di Chimica, e il 10 per Fisica ed Informatica. Il 50 per cento in più degli iscritti per Matematica, è un traguardo che rientra nelle nostre politiche, ne sono orgoglioso».
Numeri importanti sono stati registrati anche per Scienze politiche, che registra un più 40 percento degli iscritti rispetto ai dati riscontrati a novembre del 2021.
«A parte indirizzi storici di Scienze politiche – commenta il rettore – ci sono nuovi corsi di studio e convenzioni con la Marina e la pubblica amministrazione, dunque mi aspettavo un incremento. Per il Dipartimento Jonico – situato a Taranto – con il 50 per cento in più di iscritti, bisogna ancora capire se i dati in aumento si possano riferire ai corsi di laurea Stem».
Dunque, l’aumento del 7 per cento di iscritti all’Università di Bari rispetto all’anno scorso, ovvero 711 studenti in più, si smista principalmente nei dipartimenti di Matematica con il più 50 per cento e Scienze politiche con il più 40 per cento.
Grandi soddisfazioni per il neonato Dams, che debutta con 340 iscritti. «C’è stata una buona tenuta di numeri per Scienze della comunicazione – commenta il rettore Bronzini – si pensava che il nuovo corso avrebbe sottratto studenti alla laurea in Comunicazione. Così non è stato e ne son contento».
Il Dipartimento Dirium (Ricerca ed innovazione umanistica) conta un incremento di iscritti per i corsi di laurea in Storia e Filosofia del 20 per cento.
Infine, sono state fine ad oggi circa 600 le domande per riprendere gli studi grazie all’abbassamento della tassa di ricognizione.
In aumento anche il numero degli iscritti agli anni successivi: 11.559 rispetto ai 10.436 studenti del 2021. Dati incoraggianti perché rispetto all’anno scorso molti più studenti, circa il 10 per cento in più, hanno scelto di continuare a studiare, e non lasciare l’Università.








