Bari: Respinta la richiesta di domiciliari per l’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri

Coinvolto nell’inchiesta “Codice Interno”, rimane in carcere a Lanciano per voto di scambio politico-mafioso. Il giudice ha confermato la misura per il rischio di perdurante attività politica e legami con la criminalità organizzata

L’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri, detenuto nel carcere di Lanciano dal 26 febbraio scorso, rimane in carcere in seguito al rigetto della richiesta di trasferimento agli arresti domiciliari da parte del Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore. La richiesta di scarcerazione era stata avanzata dai suoi legali, Gaetano e Luca Castellaneta, che avevano proposto il regime dei domiciliari con braccialetto elettronico, citando la detenzione già prolungata e il regime di alta sicurezza AS3 cui è sottoposto Olivieri. Tuttavia, la decisione del giudice si è basata sulla valutazione del “perdurante attivismo” politico dell’imputato e la sua vicinanza a contesti criminali mafiosi, come dimostrato dal legame con Michele Nacci, coimputato e candidato nel 2019 al consiglio comunale di Bari in ticket con Maria Carmen Lorusso, moglie di Olivieri, e con Angelo Falco, pregiudicato per reati associativi mafiosi.

L’inchiesta denominata “Codice Interno”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha portato a luce i presunti legami tra criminalità organizzata barese, politica e imprenditoria. Olivieri è accusato di voto di scambio politico-mafioso e di aver acquistato voti dai clan Parisi, Strisciuglio e Montani per favorire l’elezione della moglie al consiglio comunale di Bari nel 2019. Maria Carmen Lorusso, anche lei coinvolta nell’inchiesta, è stata rilasciata dagli arresti domiciliari pochi giorni fa dopo otto mesi. L’indagine ha portato a 130 misure cautelari e vede Olivieri tra i 109 imputati nel filone processuale in corso con rito abbreviato, mentre altri 15 sono coinvolti con rito ordinario.

Il procedimento legale ha rivelato dettagli su come Olivieri avrebbe utilizzato il potere dei clan per consolidare il proprio peso politico, garantendo in cambio vantaggi e accordi con esponenti della criminalità locale. La prossima udienza del processo si terrà il 27 novembre, in cui Olivieri sarà sottoposto a esame. La difesa ha già preannunciato che impugnerà il provvedimento di rigetto della richiesta di scarcerazione, continuando a contestare la durezza della misura cautelare applicata.

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