Dal 2021 un modello innovativo di cura integrata accompagna i pazienti oncologici dalla diagnosi al post-operatorio, coinvolgendo famiglie e caregiver: il progetto brindisino, tra i pochi in Italia ammessi al Congresso AIOM, mostra risultati promettenti su qualità di vita, aderenza terapeutica e benessere psicologico
Da gennaio 2021 a maggio 2025, nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Perrino di Brindisi, oltre 150 pazienti sottoposti a intervento per patologia oncologica sono stati affiancati da un percorso di psiconcologia strutturato, attivo dalla fase diagnostica fino al rientro a domicilio. Un progetto di cura integrata che ha coinvolto anche decine di familiari e caregiver, diventato un punto di riferimento nazionale grazie ai risultati presentati a Napoli al 28esimo Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Neuro-oncologia.
La relazione, curata dal dottor Francesco Romeo, direttore della Neurochirurgia del Perrino, e dal dottor Angelo Perfido, psicologo, psicoterapeuta e psiconcologo, è stata sviluppata in collaborazione con Danilo Passante, presidente dell’associazione Mattia Passante, da anni attiva nel sostegno ai pazienti affetti da tumore cerebrale.
Il dottor Perfido ha illustrato i fondamenti teorici e clinici dell’intervento. «La Psiconcologia è il luogo dove la psicologia scientifica e l’oncologia si incontrano: gli interventi psicologici promuoverebbero cambiamenti non solo a livello psichico e cerebrale, bensì anche a livello somatico», ha spiegato. Ha poi richiamato le evidenze neuroscientifiche più recenti: «Sempre più evidenze convergono nel documentare gli interventi psicologici come interventi biologicamente fondati, suggerendo la possibilità che possano indurre effetti anche neuro-endocrini e neuro-immunitari specifici».
Secondo Perfido, la cura integrata impone una visione complessiva del paziente. «Trattare i nostri pazienti significa esplorare il legame tra Psiche e Soma nel corpo malato, considerandoli non soltanto come centri di elaborazione cognitiva e affettiva, ma come il prodotto di relazioni complesse: ambiente, genetica, famiglia, stress, infiammazione, esperienze traumatiche». È in quest’ottica che si colloca l’intervento psico-oncologico del Perrino, fondato sul principio di una presa in carico globale e multidisciplinare.
Il setting, che oggi comprende anche incontri strutturati con familiari e caregiver, punta infatti a integrare aspetti biologici, psicologici, relazionali e assistenziali lungo l’intero percorso di malattia. «L’obiettivo è integrare gli aspetti biologici della malattia con le dinamiche psicologiche, relazionali e assistenziali del paziente e dei familiari», spiega ancora Perfido. «L’approccio multisistemico postula la valutazione della costellazione sintomatologica, così come degli aspetti psicologici e biologici che emergono in ogni fase della traiettoria evolutiva della malattia: dalla diagnosi al follow-up, fino all’exitus».
Le valutazioni di esito evidenziano risultati incoraggianti: maggiore aderenza ai trattamenti, miglioramento della qualità di vita, riduzione dei sintomi ansiosi e depressivi, migliore gestione emotiva nelle fasi di follow-up, maggiore soddisfazione per le cure ricevute. È un modello che ha saputo integrare competenze mediche e psicologiche, restituendo ai pazienti una presa in carico realmente globale.
Un ulteriore riconoscimento arriva dall’ammissione del progetto al Congresso Nazionale di Neuro-oncologia, dove il Perrino è stato tra i pochissimi centri italiani invitati. «Insieme al Policlinico universitario di Milano siamo stati gli unici, a livello nazionale, ad essere ammessi alla presentazione di una relazione su questo tema», ha sottolineato il dottor Perfido. «È il risultato del progetto ‘Psico-oncologia in corsia’, realizzato grazie al supporto dell’associazione Mattia Passante, che ha creduto fin dall’inizio in un’iniziativa capace di coinvolgere pazienti e familiari in un percorso complesso ma ricco di aspetti virtuosi».
L’esperienza della Neurochirurgia del Perrino si configura così come un modello avanzato di cura integrata, in cui neuroscienze, psicologia e umanizzazione dell’assistenza convergono per migliorare l’impatto del percorso oncologico sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie.








