Elezioni regionali, Andria allontana lo spettro del consigliere zero

Dai dati di Eligendo alla proclamazione imminente dei 50 eletti: tra tensioni politiche, candidature “forestiere” e nuovi possibili ingressi, la città federiciana potrebbe tornare ad avere una rappresentanza in Consiglio regionale dopo 35 anni

Nuovi scenari politici si aprono all’orizzonte per la città di Andria, dove sembra ormai scongiurata l’ipotesi di restare senza rappresentanza nel Consiglio regionale pugliese. Un rischio che non si verificava da oltre trentacinque anni e che aveva alimentato, nelle ultime settimane, un clima di forte tensione e preoccupazione in città.

I dati elettorali pubblicati su Eligendo, considerati il riferimento ufficiale e storico per le elezioni italiane, sembrano trovare conferma nella prossima proclamazione dei 50 consiglieri regionali della legislatura guidata dal presidente Antonio Decaro. Numeri che lasciano intravedere per Andria la possibilità concreta di evitare quello che molti avevano definito un vero e proprio “schiaffo politico” al territorio.

Nelle settimane successive al voto, infatti, in città aveva fatto discutere il forte consenso raccolto da candidati non andriesi, capaci di ottenere più preferenze nella città federiciana che nei propri comuni di provenienza. Un dato che aveva acceso il dibattito pubblico, alimentando il timore che Andria potesse restare priva di qualsiasi rappresentanza regionale, nonostante l’elevato peso elettorale espresso dalla provincia di Barletta-Andria-Trani.

A intervenire sul tema è stato anche il presidente Unibat Savino Montaruli, che ha espresso una valutazione articolata sugli sviluppi attesi con la proclamazione degli eletti. «Non solo l’elezione dell’amico Vurchio – ha affermato – ma addirittura anche quella del giovane consigliere comunale Nicola Civita. Per la città di Andria, a questo punto, si allontanerebbe la sciagura di restare completamente fuori dal Consiglio regionale dopo 35 anni che non accadeva».

Secondo Montaruli, l’eventuale ingresso anche di Nicola Civita rappresenterebbe «un’ottima risposta a chi ha sostenuto i forestieri», soprattutto alla luce del numero complessivo di consiglieri eletti nella provincia Bat, giudicato persino sproporzionato se confrontato con quello dell’intera area metropolitana di Bari.

Nel ragionamento del presidente Unibat rientra anche l’ipotesi, riportata sulla stampa, di un possibile passo indietro di Luigi Lobuono, qualora decidesse di assumere un incarico in una partecipata statale. Uno scenario che potrebbe liberare un seggio e favorire proprio l’ingresso di Civita come esponente della Lega.

Resta tuttavia, secondo Montaruli, un quadro politico complesso e instabile. «Sia l’eventuale conferma dell’elezione di Vurchio che la possibile entrata di Civita contribuirebbero a rendere ancora più incerto un contesto già disastroso», osserva, facendo riferimento alla situazione che si sta registrando nella provincia Bat e in particolare nel comune di Andria.

Tra l’incertezza sui candidati alla carica di sindaco, le scadenze amministrative più delicate – a partire dall’approvazione del bilancio entro il 28 febbraio – e la possibile rimessa in discussione di ruoli chiave, la città vive una fase segnata da ritardi nell’azione politico-amministrativa e da crescenti disagi sociali ed economici. «Uno dei momenti peggiori della storia politica della città – conclude Montaruli – dove la disaffezione continua a crescere e l’astensionismo ha raggiunto livelli mai così negativi».

La proclamazione ufficiale dei consiglieri regionali dirà se, almeno sul fronte della rappresentanza, Andria potrà voltare pagina ed evitare una pagina particolarmente amara della propria storia istituzionale.

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