Puglia, Pietro Buongiorno propone il Modello Terlizzi contro le tendopoli

Il Segretario Generale della Uila Puglia, Pietro Buongiorno, afferma che le tendopoli stagionali in Puglia evidenziano politiche inadeguate. Viene proposto come soluzione strutturale il Modello Terlizzi, un protocollo d’intesa che offre 80 posti letto per i lavoratori della raccolta olive. La collaborazione pubblico-privata mira a contrastare il caporalato, promuovere la legalità e creare un sistema di accoglienza stabile nella regione

Le tendopoli che riemergono stagionalmente nelle zone rurali pugliesi non sono il segno di una crisi inattesa, ma la palese manifestazione di politiche inadeguate. Di questo avviso è il Segretario Generale della Uila Puglia, Pietro Buongiorno, che con una comunicazione analizza la situazione. Le questioni riguardano il lavoro agricolo, l’accoglienza dei lavoratori migranti e la gestione dei flussi migratori.

In un settore agricolo che lamenta una cronica carenza di manodopera, è imperativo distinguere e supportare le aziende virtuose che applicano contratti e standard sociali. Al contempo è cruciale isolare quelle che prosperano sullo sfruttamento, il lavoro nero e l’irregolarità. Queste ultime distorcono il mercato, danneggiano la concorrenza leale e minano l’immagine dell’intera produzione pugliese.

Contrastare questo sistema non è solo una questione di diritti dei lavoratori, ma anche di difesa delle imprese oneste e della qualità del sistema produttivo regionale. In questo scenario, l’iniziativa avviata a Terlizzi, in provincia di Bari, si pone come un esempio di successo per superare la logica emergenziale.

A novembre scorso, un Protocollo d’Intesa è stato sottoscritto da Regione Puglia, Città Metropolitana di Bari, Comune di Terlizzi, ARPAL, sindacati, organizzazioni agricole ed Ente Bilaterale. Con questo protocollo si è resa possibile l’apertura della Foresteria Palachicoli, offrendo 80 posti letto dignitosi per i lavoratori impiegati nella raccolta delle olive.

Una collaborazione pubblico-privata, che con l’adesione alle linee guida del Tavolo contro il caporalato della Prefettura di Bari, dimostra che un’alternativa strutturata e dignitosa alle tendopoli non è solo teorica, ma concretamente realizzabile.

La prospettiva di un modello regionale

Il modello Terlizzi è sostenibile nel tempo grazie al contributo economico delle imprese agricole e dei lavoratori stessi al sistema di accoglienza. La Regione Puglia, dal canto suo, sostiene i costi iniziali di allestimento e gestione. Questa impostazione mira a un’evoluzione, superando gradualmente il modello della foresteria per individuare soluzioni abitative più ampie e permanenti.

Per trasformare questa esperienza in un modello regionale, è fondamentale che la Puglia costruisca un sistema di accoglienza stabile. Solo così potrà diventare un polo attrattivo, capace di gestire i flussi di manodopera necessari all’agricoltura nel rispetto di legalità e diritti.

Tuttavia, è essenziale anche una revisione delle politiche migratorie a livello nazionale. Come evidenziato dalla segretaria generale della UILA, Enrica Mammucari, è prioritario regolarizzare chi già lavora stabilmente nei campi, ma è caduto nell’irregolarità a causa di procedure burocratiche inefficaci.

Assumersi responsabilità collettive e costruire strumenti stabili è l’unico modo per governare il settore. In questo contesto, la bilateralità (attraverso gli Enti Bilaterali Agricoli) è un pilastro cruciale perché permette di vigilare sull’applicazione dei contratti, sostiene le aziende corrette e le premia e offre supporto concreto ai lavoratori.

Il progetto di Terlizzi, in un settore che in Puglia impiega oltre 152.000 operai stagionali (di cui quasi un terzo stranieri), prova che è possibile unire esigenze produttive e rispetto dei diritti umani. Trasformare quella che è stata un’emergenza cronica in un’opportunità di sviluppo, legalità e coesione sociale è già una realtà concreta e replicabile.

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