A Taranto cresce la protesta contro il rigassificatore al molo polisettoriale. I cittadini temono gravi impatti ambientali e sanitari
di BARBARA RINALDI – La protesta contro il rigassificatore arriva fino al molo polisettoriale di Taranto. Nella mattina di ieri 8 febbraio i cittadini e comitati hanno manifestato lungo il fiume Tara. L’iniziativa nasce dopo l’apertura della procedura di Valutazione di impatto ambientale. Un passaggio che ha riacceso timori mai sopiti tra i residenti della zona.
Secondo i manifestanti, il progetto del terminale Gnl (Gas Naturale Liquefatto)onshore rappresenta un rischio serio.
In particolare per il quartiere Lido Azzurro, che dista poche centinaia di metri dall’area interessata. “Bisogna parlare chiaro – spiegano i portavoce Luciano Manna e Fabio Peluso –
con questi volumi la vita nel quartiere diventerebbe invivibile”.
Le preoccupazioni ambientali e sanitarie
Al centro della contestazione ci sono gli effetti sull’ambiente e sulla salute. I cittadini temono l’inquinamento del mare causato dalle acque di scarico del rigassificatore. Secondo gli attivisti, la prateria marina del Tara rischierebbe danni irreversibili.
A questo si aggiunge la possibile dispersione di composti organici volatili nell’aria.
Un quadro che, sostengono, aggraverebbe una situazione ambientale già fragile.Taranto paga da decenni un prezzo altissimo in termini di salute e qualità della vita. Durante la passeggiata informativa, i partecipanti hanno portato una bandiera bianca. Un simbolo che rappresenta il fiume Tara, provato da anni di sfruttamento e incuria.
“Non siamo disposti a subire ancora”
I comitati contestano anche le distanze indicate nei documenti del progetto. Secondo loro, si considererebbe solo il quartiere Tamburi, ignorando Lido Azzurro. “Le case civili sono qui – spiegano – e sono abitate tutto l’anno”. Per i residenti, non si può parlare di area industriale isolata.
Dall’altra parte del fiume erano presenti le forze dell’ordine. Un presidio che ha accompagnato la protesta senza tensioni. Tuttavia, il messaggio lanciato dai cittadini è netto. “Se iniziano i lavori – avvertono – entreremo nel molo per fermarli”.
Una battaglia che riguarda l’intera città di Taranto
La protesta non è solo locale, ma riguarda tutta Taranto. I comitati chiedono ascolto, trasparenza e valutazioni ambientali reali. Non vogliono scontri, ma risposte concrete e scelte responsabili. Una città già ferita, dicono, non può permettersi nuovi rischi.
La battaglia contro il rigassificatore è appena iniziata. E promette di diventare uno dei nodi più delicati per il futuro del territorio.








