Al via una campagna informativa rivolta a tutti i genitori che non condividono la visione ideologica genderistica. Il Popolo della Famiglia, tramite manifesti murali e volantinaggio davanti alle scuole, dice ai genitori che si può evitare ai loro figli questo squallido indottrinamento
Il Popolo della Famiglia annuncia l’avvio – anche ad Ostuni – di una campagna informativa rivolta a tutti i genitori che non condividono la visione ideologica genderistica; questa è stata imposta nella scuola italiana – in ossequio a diktat europei – tramite la legge 107/2015.
Il Popolo della Famiglia, tramite manifesti murali e volantinaggio davanti alle scuole, dice a tutti i genitori che si può evitare ai loro figli questo squallido indottrinamento, tramite il “CONSENSO INFORMATO” da firmare e consegnare presso la segreteria della scuola. I ragazzi saranno in tal modo esentati dalle attività extracurricolari non condivise dai genitori, che sono di diritto i primi educatori dei loro figli.
ll modulo si può anche scaricare dal manifesto tramite QR code, e va consegnato alla segreteria della propria scuola, in conformità alla Nota Ministeriale n. 19534 Del 20-11-2018, la quale precisa che “tutte le attività didattiche inserite nel PTOF devono essere portate tempestivamente a conoscenza delle famiglie, soprattutto se non rientrano nel curricolo obbligatorio, incluse quelle inserite nell’ampliamento dell’offerta formativa”, per le quali è prevista la richiesta del consenso dei genitori (art. 9 O.P.R.M. 275-1999).
Il coordinatore del Popolo della Famiglia della Puglia, Cosimo Leggiero dichiara: «L’ideologia gender, collegando l’identità della persona esclusivamente ad un “sentire” soggettivo, del tutto svincolato dal sesso – maschile o femminile – al momento della nascita mina alla radice le basi antropologiche della nostra civiltà. La cosiddetta “buona scuola”, varata da Renzi e mantenuta dai governi successivi, cerca di introdurre in Italia una visione eticamente avaloriale imposta dalla Commissione Europea. Ci appelliamo al Premier Giorgia Meloni, affinché affermi la sovranità del nostro Paese e respinga al mittente di Bruxelles questa indebita ingerenza sul sistema educativo italiano, come aveva peraltro promesso in campagna elettorale».








