«Sono stati già verificati gli obiettivi, i milestones qualitativi, ora siamo ai target quantitativi, ma sono assolutamente ottimista»
«Riusciremo ad avere la terza rata del Pnrr: stiamo facendo un lavoro molto lungo e preciso con la Commissione europea. Sono stati già verificati gli obiettivi, i milestones qualitativi, ora siamo ai target quantitativi, ma sono assolutamente ottimista. Poi ci stiamo occupando entro il 31 agosto di lavorare con la Commissione per rivedere alcuni obiettivi del Pnrr per inserire il capitolo del Repower Eu, che è molto strategico per noi perché si occupa soprattutto di sicurezza energetica».
Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo al “Forum in masseria” di Bruno Vespa a Manduria, in Puglia.
La ratifica della riforma del Mes «è un tema che sarebbe stupido aprire adesso, sul Mes non ho cambiato idea, continuo a pensarla come sempre. Non ha molto senso ratificare la riforma del Mes quando ancora non sai cosa prevedono le nuove norme sul Patto di stabilità e crescita», ha detto la presidente del Consiglio.
«Se anche l’Italia ratificasse la riforma del trattato, siamo consapevoli che il Mes, che blocca centinaia di miliardi, non verrebbe richiesto da nessuno? Non dall’Italia, perché finché ci sto io al Governo non c’è possibilità, ma neanche dagli altri», ha aggiunto Meloni, osservando che «quando è stato attivato il Mes sanitario, che aveva garanzie meno stringenti, nessuno ha preso quei soldi perché il Mes è uno stigma».
Meloni ha ribadito che il Mes «è uno strumento che allo stato attuale rischia di tenere bloccare risorse che potrebbero essere utilizzate in un momento in cui discutiamo ogni giorno di come trovare risorse».
«Non sono convinta della proposta della Commissione» europea sulle nuove regole del Patto di stabilità e crescita, ha spiegato Meloni, spiegando che «non credo abbia molto senso, in questa fase in cui l’Europa si dà obiettivi strategici che sono la transizione verde e quella digitale, non tenere in considerazione queste priorità nelle regole della governance. Se correttamente spingi gli Stati membri a investire su alcune priorità strategiche, poi quegli investimenti li devi riconoscere. Noi facciamo un battaglia per scomputare gli investimenti legati a Pnrr, transizioni energetica e digitale, e difesa dal calcolo deficit/Pil».








