Crisi amministrativa Brindisi: Diego Rachiero (Attiva Brindisi) «Cronaca di una fine annunciata»

«L’azzeramento della giunta ufficializzato dal Sindaco – pur se ampiamente previsto ed atteso – rappresenta sicuramente un sollievo per l’Amministrazione» dichiara Rachiero

Un comunicato stampa di Diego Rachiero, Consigliere Comunale di ATTIVA BRINDISI.

«L’azzeramento della giunta ufficializzato dal Sindaco – pur se ampiamente previsto ed  atteso – rappresenta sicuramente un sollievo per l’Amministrazione, per gli Uffici e per la  città intera, da settimane paralizzati da un teatrino ormai divenuto intollerabile. D’altro canto non si può non evidenziare – a distanza di appena un anno  dall’insediamento dell’Amministrazione – il totale fallimento di un progetto la cui  inadeguatezza appariva in tutta la sua evidenza sin dai primi mesi di mandato. Come sostenuto e ribadito da ATTIVA BRINDISI in più occasioni, la complessa gestione  delle criticità oramai radicate nella nostra città esige per l’esecutivo scelte tecniche di alto  profilo e di riconosciuta competenza e non possono più sottostare ad una visione oramai  usurata della politica, secondo cui la maggiore o minore qualifica a ricoprire ruoli apicali è  legata al maggiore o minore consenso elettorale riscontrato dai singoli. Rimanere schiavi  di queste dinamiche significa condannare Brindisi a sprofondare sempre più in una crisi  che già ad oggi ha assunto una portata inquietante. 

Attendiamo di conoscere – si spera in tempi meno biblici di quelli che hanno portato  all’azzeramento – la nuova composizione dell’esecutivo, con la speranza che si possa  finalmente smuovere quest’aria ferma ormai da troppi giorni e tornare a fare ciò per cui  siamo stati eletti. 

Inutile ricordare che la nuova Giunta sarà attesa dalla gestione dell’emergenza BMS, che  l’inspiegabile inerzia amministrativa ha ormai condotto ad un livello difficilmente  reversibile: siamo a distanza di pochi mesi dalla “deadline” del 31.12.2024 con un piano  industriale attualmente al vaglio del Collegio dei Revisori. Un piano industriale la cui  ultima versione sottoposta ai Capigruppo risale a fine maggio 2024, ma che oggi – a  distanza di quasi un mese e mezzo – necessiterebbe inevitabilmente di una ulteriore  revisione e di un aggiornamento quanto meno dei calcoli previsionali relativi all’anno in  corso. Sul punto – a fronte del frastuono mediatico che la crisi politica ha generato – incredibilmente tutto tace.»

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