San Vito dei Normanni, la Taricata accende la festa patronale: suoni, danze e identità in piazza

Domenica 13 luglio, all’interno del programma della Festa Patronale di San Vito dei Normanni (10-14 luglio), va in scena uno degli appuntamenti più attesi: il grande concerto dell’Orchestra Popolare Taricata, in piazza Leonardo Leo a partire dalle 21.30. Un evento che promette ritmo, emozioni e senso di appartenenza, nel solco di una tradizione viva e profondamente radicata

Da 48 anni il gruppo Taricata custodisce e rinnova il patrimonio delle pizziche e dei canti popolari, portando sul palco uno spettacolo che non è solo musica, ma rito collettivo. Tra nuovi brani e capisaldi dell’antico repertorio, si sprigiona un’energia capace di coinvolgere ogni generazione. Il tamburello che batte, le voci che si intrecciano, le danze impetuose e la gestualità cadenzata dei danzatori diventano linguaggio universale, ponte tra passato e presente.

“Taricata”, che nel dialetto locale significa “radice feconda”, è molto più di un nome: è la dichiarazione di un legame profondo con la terra, con gli ulivi, la fatica, l’orgoglio e la voglia di riscatto. In ogni concerto la musica diventa strumento di consapevolezza e comunità, capace di risvegliare memorie e prospettive.

A dirigere l’orchestra è il maestro Mario Ancora, ma l’anima del gruppo continua a portare i segni di Lorenzo Caiolo, scomparso sette anni fa. Storico responsabile culturale del progetto e definito da molti “artigiano di pace”, Caiolo ha dedicato oltre quarant’anni alla valorizzazione della tradizione come fondamento per un futuro consapevole e condiviso.

La serata sarà arricchita dalla partecipazione dei danzatori Massimo Ardillo e Vitalba Tamborrino, mentre a condurre l’evento sarà la giornalista Silvia Di Dio. Completano la formazione Mario Leo, Silvana Gagliani, Gina Ancora, Ciccio Salonna, Stefania Ancora, Fabio Di Viesto, Daniel Bulgaru, Andrea Platania, Giuseppe Di Lauro e Francesco Massaro.

Si canta, si balla, si celebra la storia: l’invito è rivolto a tutti, affinché la festa patronale diventi un vero momento di condivisione e riscoperta, sotto il segno della musica popolare e del rispetto per un’eredità culturale che è ancora viva e necessaria.

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