Operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Lecce: eseguiti arresti, domiciliari e misure interdittive nei confronti di amministratori, funzionari, imprenditori e professionisti, accusati di corruzione, turbativa d’asta, truffa aggravata e altri reati. Al centro dell’inchiesta appalti e concorsi truccati nel Comune di Sannicola per favorire soggetti legati a interessi politici
Una vasta operazione della Guardia di Finanza ha scosso il panorama amministrativo salentino. All’alba di oggi, i militari del Comando Provinciale di Lecce hanno eseguito 13 misure cautelari personali nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce per gravi reati contro la Pubblica Amministrazione.
Secondo quanto emerso dalle indagini, numerose gare d’appalto e un concorso pubblico indetto dal Comune di Sannicola sarebbero stati sistematicamente manipolati per favorire imprenditori e candidati legati a figure politiche locali, con lo scopo di rafforzarne il consenso elettorale.
Il provvedimento, firmato dal GIP del Tribunale di Lecce Valeria Fedele, ha disposto:
- 1 custodia cautelare in carcere per l’ex sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione
- 7 arresti domiciliari per Cosimo Leo, Gianpaolo Miglietta, Marco Mario Prontera, Annunziata Fiorella Rocca, Giordano Carrozzo, Maria Pia Gioffreda, Walter Cosimo Pennetta
- 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria per tre soggetti.
- 2 misure interdittive del divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione per due imprenditori
L’inchiesta, partita alcuni anni fa e ora giunta a una svolta, è stata condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Gallipoli, diretta dal capitano Fabio Gugliandolo, con il coordinamento del sostituto procuratore Patrizia Ciccarese.
In totale sono 34 le persone coinvolte, tra cui cinque soggetti giuridici e l’attuale sindaco di Sannicola, Graziano Scorrano, anch’egli indagato.
Le accuse, ancora da verificare in sede giudiziaria, comprendono reati gravissimi: associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, peculato, falsa testimonianza, intercettazione abusiva, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso in atti pubblici, falsificazione di graduatorie e documenti di gara, e persino frode in processo penale.
Nel corso dell’inchiesta, sono state effettuate perquisizioni e sequestri di documentazione in diversi uffici comunali, che hanno permesso di delineare un quadro accusatorio dettagliato e coerente con le misure cautelari odierne.
La Guardia di Finanza sottolinea che l’operazione si inserisce nel più ampio impegno a tutela della legalità e della trasparenza nella gestione della cosa pubblica. L’intero procedimento resta, ad oggi, nella fase delle indagini preliminari, e ogni responsabilità sarà accertata solo al termine di un eventuale processo, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.








