Il Gruppo Socialista e gli ex assessori Tanzarella, Zurlo e Turco denunciano la scelta dell’Amministrazione di eliminare dagli stanziamenti 80mila euro destinati all’abbattimento di una barriera architettonica nella scuola elementare, chiedendo il ripristino immediato delle risorse e accusando un preoccupante cambio di rotta nelle priorità politiche
Tra le variazioni di bilancio che approderanno in Consiglio comunale lunedì prossimo, ce n’è una che il Partito Socialista definisce «grave e incomprensibile»: l’eliminazione degli 80mila euro stanziati per la realizzazione dell’ascensore presso la Scuola Elementare Giovanni XXIII.
In una nota firmata dal Gruppo Socialista e dagli ex assessori Giuseppe Tanzarella, Antonio Zurlo e Antonella Turco, si sottolinea come l’intervento fosse «non solo un atto di civiltà, ma una necessità urgente per abbattere una barriera architettonica che, ancora oggi, nega a troppi il diritto di accedere liberamente al primo piano dell’edificio scolastico».
Secondo i firmatari, la mancata nomina del Garante delle Disabilità – nonostante la scadenza del termine per le candidature da circa un mese – ha privato il dibattito di una figura che avrebbe potuto sollevare la questione con maggiore sensibilità.
Il PSI parla di «preoccupante cambio di rotta nelle scelte politiche e nella definizione delle priorità», rilevando che i primi segnali politici dopo l’uscita dei socialisti dalla maggioranza «colpiscono proprio un settore cruciale per la vita della comunità».
«Non è accettabile che un’Amministrazione che si dica attenta ai diritti e all’inclusione decida, senza alcuna spiegazione plausibile, di cancellare un intervento così importante che, tra l’altro, non prevedeva somme ingenti», si legge nella nota.
Il gruppo chiede «con determinazione» il ritiro immediato della decisione, respingendo «la politica dei tagli alla cieca, fatta sulla pelle dei più deboli», e ribadendo che una comunità moderna, giusta e solidale non può permettersi di fare passi indietro sull’inclusione.








