Presentazione a Frattamaggiore del suo ultimo romanzo intitolato “Il Pappagallo muto. Una storia di Sara”
Stasera, mercoledí 8 ottobre alle ore 20:00, a Frattamaggiore (NA), presso Vega Restaurant (Corso Durante, 162), nell’atmosfera di un bistrot francese con le sue sale eleganti, si è tenuto un nuovo e autorevole appuntamento nell’ambito del salotto letterario Vega Cultura. Lo Scrittore, Sceneggiatore, Autore e Drammaturgo Maurizio de Giovanni ha incontrato i lettori per presentare il suo ultimo capolavoro letterario “Il Pappagallo muto. Una storia di Sara” edito dalla Casa editrice Rizzoli. Il locale di proprietà della famiglia Canciello, della Marican Holding, che in questi anni si è affacciato in diversi settori, da quello immobiliare a quello del food e luxury service. A dialogare con l’ospite vi sarà il dott. Nicola Ruocco, ideatore e fondatore della kermesse “Gli Incontri di Valore”, tra le più importanti rassegne letterarie che hanno luogo oggi in Italia, che ha affrontato tematiche importanti che affronta il libro come il concetto del potere i giovani, il tempo e il mare durante la serata. Noi abbiamo incontrato lo stesso autore facendo una chiacchierata su questo nuovo romanzo.

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Ciao Maurizio, dopo la presentazione del suo nuovo libro al Salone di Torino anche al Vega ristorante la conoscenza del suo ultimo capolavoro “Il Pappagallo muto. Una storia di Sara”. Stavolta si fanno i conti con i servizi non più alla maniera di James Bond?
Innanzitutto sono contentissimo di essere qui, in questo posto fantastico con una grande valorizzazione per il territorio ed è un valore aggiunto alla cultura. E di Sara dici bene è un agente segreto però è molto particolare, non sopporta la menzogna e fronteggia grandi problematiche con grande attenzione e cuore. Il fattore umano non sia mai da ignorare e dobbiamo stare a consevarlo.
Sara Morozzi mentre compone tutti i pezzi del suo “sentire” per ricostruire l’informazione essenziale in toto, ripercorre tutta la sua esistenza presente e passata, l’Amore. L’Amore conta sempre nelle nostre vite, in quella di chiunque…
L’amore vince sempre e deve vincere nel positivo e nel negativo perchè è l’espressione massima del fattore umano e se noi dimentichiamo o non consideriamo diventiamo pari alle macchine. Il vero pericolo che oggi va evitato con l’avvento della tecnologia.
Da autore di successo ha sempre detto che sarebbe bello vivere in un mondo dove si leggono le storie per quelle che sono e non perché di nicchia?
Si, non bisogna pensare al successo ma raccontare storie, il successo è un effetto e non è mai un movente. Bisogna raccontare storie con semplicità e serenità senza la pretesa dell’originalità e in maniera sentimentale coinvolto. Questo è il modo per raggiungere gli lettori prima.
Poi possiamo dire che hai voluto scrivere per dire tutto quello che pensi e non come nella tua attività di banchiere ove tutto era relegato alla parte strumentale?
Raccontare le storie è bellissimo e mi ritengo davvero molto fortunato e consapevole nello stesso momento di questa fortuna. Poter raccontare storie significa vivere cento vite e tantissime fantasie e condividere l’immaginazione.
Fra i suoi progetti anche un nuovo capolavoro letterario, un romanzo criminale incentrato tra la contemporaneità e gli anni Ottanta?
Si il prossimo romanzo si intitolerà “Orologiaio di Brest” che uscirà il 21 ottobre con la presentazione al Teatro Sannazzaro il 22 ottobre. È una storia criminale non poliziesca ambientata tra gli inizi degli anni Ottanta e l’era contemporanea in un arco di 40 anni.
Sinossi del libro “Il Pappagallo muto. Una storia di Sara”
Al parco, seduti su una panchina vicino ai bambini che giocano, potrebbero sembrare due innocui vecchietti, Sara Morozzi e Andrea Catapano. Nessuno indovinerebbe che sono stati per anni i migliori agenti sulla piazza. A sorpresa, ora, i Servizi hanno di nuovo bisogno della donna invisibile e del cieco dalle straordinarie doti investigative. Si tratta di un’operazione in cui non possono usare mezzi tecnologici, solo l’intercettazione personale alla vecchia maniera, che i due maneggiano come nessun altro. Decidono di accettare: se hai fatto quel lavoro, ti resta nel sangue, non riesci a tirarti indietro nemmeno dopo anni.
Ma Sara e Andrea capiscono presto di aver sbagliato a rimettersi in attività. L’incarico potrebbe portarli a rischiare grosso, stretti in un ingranaggio troppo più grande di loro. Per fortuna non è sola, Mora: Teresa è sul piede di guerra, e ci sono i fidatissimi Pardo e Viola, oltre al Bovaro del Bernese Boris, a vegliare sul suo destino incerto e su quello di Andrea, in un’indagine che rivelerà, una svolta dopo l’altra, un intricato groviglio di interessi segreti.








