Presentato alle commissioni consiliari il PAESC del Comune di Bari: un piano per ridurre le emissioni e adattare la città ai cambiamenti climatici

L’obiettivo è ridurre del 55% le emissioni di CO₂ entro il 2030, potenziare le fonti rinnovabili e rafforzare la resilienza urbana con infrastrutture verdi e mobilità sostenibile

È stato presentato ieri mattina, nel corso di una seduta congiunta delle commissioni consiliari 1ª e 4ª, il PAESC – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima del Comune di Bari, redatto dalla società AESS – Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con gli uffici tecnici comunali.

All’incontro hanno partecipato l’assessora al Clima, Transizione Ecologica e Ambiente Elda Perlino e la vicesindaca Giovanna Iacovone, assessora alla Rigenerazione urbana e sociale.

Il Piano delinea la strategia cittadina per ridurre le emissioni di CO₂ del 55% entro il 2030 (rispetto al 2002, anno di riferimento), aumentare l’efficienza energetica e incrementare l’uso di fonti rinnovabili, in linea con gli obiettivi europei del Patto dei Sindaci.

Dopo la discussione nelle commissioni e nei cinque Municipi, il documento approderà in Giunta e poi al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Nel suo intervento, l’assessora Elda Perlino ha evidenziato come la questione climatica rappresenti ormai un’urgenza concreta anche per la città di Bari: «In questi anni abbiamo avuto esperienza diretta di quanto il clima sia già cambiato, con piogge intense, ondate di calore e periodi di siccità sempre più frequenti. Le analisi meteoclimatiche mostrano un aumento costante delle temperature dal 1970, con effetti preoccupanti sulla salute nei quartieri più esposti all’isola di calore urbana, dove si registrano fino a 5 gradi in più rispetto alle aree verdi esterne».

L’assessora ha poi sottolineato la necessità di una visione a lungo termine: «È essenziale preparare la città ad affrontare condizioni climatiche che cambieranno ancora, rafforzando la resilienza delle infrastrutture e degli spazi pubblici. L’adattamento è una sfida a proiettare Bari nel futuro, rendendola più verde, vivibile e sicura. Lo stiamo già facendo con progetti di forestazione urbana, i grandi parchi come il Parco della Rinascita e Costa Sud, e la rinaturalizzazione di lame e ipogei per valorizzare il potenziale ecologico del territorio».

Il PAESC comunale si articola in cinque sezioni principali:

  1. Inventario base delle emissioni (BEI), che fotografa le emissioni di CO₂ e individua gli obiettivi di riduzione.
  2. Valutazione delle vulnerabilità climatiche e dei rischi per il territorio.
  3. Analisi della povertà energetica a livello locale.
  4. Azioni di mitigazione al 2030, per la riduzione delle emissioni e l’efficienza energetica.
  5. Azioni di adattamento, per aumentare la resilienza del territorio ai cambiamenti climatici.

Secondo i dati presentati, le emissioni di CO₂ sono diminuite del 3,4% pro capite tra il 2002 e il 2022, passando da 3,99 a 3,85 tonnellate per persona. L’obiettivo fissato al 2030 è di 564.633 tonnellate di CO₂ in meno, pari a una riduzione del 55% rispetto al valore di riferimento.

La strategia del Piano punta su quattro ambiti di intervento:

  • Infrastrutture verdi e blu, cuore della strategia urbana, con interventi già avviati per valorizzare il verde, rigenerare aree naturali e rafforzare il rapporto tra città e mare;
  • Ottimizzazione e gestione dei servizi pubblici, per un uso più efficiente delle risorse;
  • Strumenti di pianificazione, con azioni normative per orientare le trasformazioni urbane;
  • Formazione e sensibilizzazione, per accrescere la consapevolezza dei cittadini.

Tra le azioni prioritarie figurano l’espansione delle Comunità energetiche rinnovabili, la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, il potenziamento del trasporto sostenibile e l’estensione delle reti ciclabili e pedonali.

Il Comune di Bari si impegna così a seguire la rotta del Green Deal europeo, puntando alla neutralità climatica entro il 2050.

«Il PAESC è uno strumento di pianificazione concreta – ha concluso Perlino – che ci aiuta a trasformare gli obiettivi globali in azioni locali, migliorando la qualità della vita dei cittadini e restituendo al territorio una visione di futuro più sostenibile, inclusiva e resiliente».

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