Quando LA PUGLIA difese l’onore ITALIANO la DISFIDA di Barletta

La vicenda storica è fra le pagine più avvincenti e orgogliosamente italiane della guerra in Italia (1499 – 1503) in un periodo storico in cui la Puglia fu terra di conquista fra francesi e spagnoli

di EMANUELE CARLO OSTUNI – IL 31 Ottobre ricorre la nascita di Bud Spencer (1929 – 2016) l’amatissimo attore italiano ex campione di nuoto che presto il suo volto ma soprattutto la sua stazza al cinema interpretando fra l’altro Ettore Fieramosca nel film – commedia di Pasquale Festa Campanile “Il Soldato di Ventura”(1976) che racconta la DISFIDA di Barletta (BAT) il 13 Febbraio 1503.

La vicenda storica anche se di secondo piano è fra le pagine più avvincenti e orgogliosamente italiane della guerra in Italia (1499 – 1503) in un periodo storico in cui la Puglia fu terra di conquista fra francesi e spagnoli.

Tutto nacque dall’accusa di un cavaliere francese, Charles De Tourges .detto anche Guy La Motte ai cavalieri Italiani di CODARDIA, accusa particolarmente INFAMANTE se pensiamo al momento storico in cui l’onore era SACRO e al fatto che tale considerazione fosse di un francese.

L’accusa NON passò inosservata, si decise allora grazie alla mediazione spagnola di organizzare la DISFIDA (passata alla storia) fra 13 Cavalieri italiani contro 13 cavalieri francesi.

Inizialmente dovevano essere 10 ma poiché lo scontro si sarebbe svolto il 13 Febbraio alle 13.00 si optò per uguale numero di partecipanti e chiamando a raccolta i più forti combattenti italiani dell’epoca (Ettore Fieramosca, Francesco Salamone, Marco Corollario, Riccio da Parma, Guglielmo Albimonte, Mariano Abignente, Giovanni Capoccio da Tagliacozzo, Giovanni Brancaleone, Ludovico Abenavoli, Ettore Giovenale, Fanfulla Da Lodi, Romanello Da Forlì e Ettore De Pazzis).

Si decise inoltre che ai perdenti spettasse il pagamento di 100 ducati per ogni cavaliere, i francesi SICURI della vittoria arrivarono senza porta monete.

Come spesso accade al nostro popolo con astuzia e valore finì con la vittoria dei cavalieri italiani e l’unica morte del francese Graian D’Aste, Asti a quel tempo apparteneva alla corona francese.

In Italia abbiamo ancora quel senso dell’onore…?

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