Cerignola, la sparatoria che interroga una comunità: dietro il gesto dell’anziano fragilità e tensioni familiari

Cerignola, anziano spara a un dipendente della farmacia agricola di famiglia. Quartiere sotto assedio. Emergono disagio, solitudine e tensioni familiari

di BARBARA RINALDI – Cerignola si è svegliata con la paura addosso. Una paura improvvisa, esplosa in pieno giorno, nel cuore della città. Un uomo di 85 anni ha sparato contro un dipendente di una farmacia agricola riconducibile alla sua famiglia.

Il ferimento è avvenuto in viale Usa. Il colpo ha raggiunto il torace.

Il dipendente è stato soccorso immediatamente. Trasportato d’urgenza all’ospedale “Tatarella”, è stato sottoposto a intervento chirurgico. Le sue condizioni restano serie, ma stabili. Subito dopo, l’anziano si è rifugiato nella sua abitazione in via Cassino.

Si è barricato all’interno, con l’arma ancora con sé. Il quartiere è stato isolato.

Le strade si sono svuotate. I residenti hanno osservato in silenzio, tra apprensione e incredulità.

La risposta dello Stato e la resa

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Cerignola. Con loro, le squadre operative di Bari e del Reggimento Puglia. La trattativa è stata lunga e delicata.
Un negoziatore del Comando provinciale ha parlato con l’uomo, senza forzare.

Alla fine, l’85enne, Giuseppe Quarticelli, si è arreso. Nessuna resistenza. Nessun altro ferito. È stato visitato dai sanitari direttamente in casa. Poi il trasferimento in ambulanza per ulteriori accertamenti.

Non solo cronaca: una ferita sociale quella accaduta a Cerignola

Col passare delle ore, emerge un quadro più complesso. Dietro il gesto non ci sarebbe solo rabbia, ma un accumulo di fragilità. Secondo le prime informazioni, l’uomo viveva da tempo forti tensioni familiari e lavorative. Contrasti legati alla gestione dell’attività, discussioni mai risolte, isolamento crescente.

A tutto questo si sarebbero sommati problemi di salute. Un mix pericoloso, spesso sottovalutato. È qui che la cronaca diventa riflessione sociale. La solitudine degli anziani, il peso dei conflitti familiari, l’assenza di ascolto.

Le parole del comandante Capone

Il colonnello Giovanni Capone, comandante provinciale dei carabinieri, ha spiegato: <La priorità è stata la tutela di tutti, compresa quella dell’anziano, vista la sua età e le condizioni>. E ha aggiunto:<Ora lavoriamo con la magistratura per chiarire ogni aspetto della vicenda>.

Cerignola resta scossa. Una comunità che oggi si interroga, perché dietro i colpi di pistola c’è una storia che parla di disagio, non solo di reato.

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