Trasporti, industria e ambiente: nelle Commissioni regionali i nodi aperti della Puglia

Da Ferrovie del Sud Est a Leonardo, passando per i vivai forestali della Capitanata e il disegno di legge sulle nomine: in Consiglio regionale una giornata fitta di audizioni e confronti sui dossier più delicati del territorio

Una giornata intensa di lavori nelle Commissioni del Consiglio regionale pugliese ha riportato al centro dell’attenzione alcuni dei principali dossier aperti sul fronte di trasporti, industria, ambiente e governance regionale. Dalle criticità di Ferrovie del Sud Est alle preoccupazioni sul futuro di Leonardo Aerostrutture tra Grottaglie e Foggia, fino alla chiusura dei vivai forestali in provincia di Foggia e alla discussione sul disegno di legge in materia di nomine e designazioni, il confronto politico e istituzionale ha toccato temi strategici per il futuro della Puglia.

Ferrovie del Sud Est, tra disservizi e investimenti

In V Commissione, presieduta da Loredana Capone, l’amministratore delegato di Ferrovie del Sud Est, Giorgio Botti, è stato ascoltato nell’ambito delle audizioni richieste sui disservizi del trasporto ferroviario e su gomma, con particolare riferimento alle corse soppresse, alle carenze di personale e ai disagi per pendolari e studenti.

Nel corso dell’audizione è emerso un quadro segnato da criticità ormai strutturali ma anche da un piano di investimenti che, se rispettato nei tempi, potrebbe rappresentare una svolta per il sistema della mobilità regionale. Al centro, il rinnovo della rete ferroviaria, l’innalzamento degli standard tecnologici, l’introduzione di sistemi avanzati di controllo del traffico e il potenziamento dell’informazione all’utenza.

«Per anni abbiamo assistito a ritardi, promesse disattese e condizioni inaccettabili per chi utilizza ogni giorno il trasporto pubblico», ha dichiarato Capone. «Oggi, finalmente, si intravede una prospettiva concreta, ma il territorio non può più aspettare. Serve un cambio di passo netto, fatto di investimenti, controllo e responsabilità».

Sul trasporto su gomma, FSE ha annunciato una riorganizzazione del servizio a partire dal prossimo anno, con l’ingresso di nuovi soggetti gestori individuati tramite gara e con ulteriori investimenti, stimati tra i 130 e i 140 milioni di euro. Resta però forte l’attenzione sulla qualità dei mezzi, soprattutto nel Salento, dove le condizioni degli autobus continuano a suscitare proteste.

A margine dell’audizione, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Tommaso Scatigna ha sottolineato come l’arrivo dei vertici aziendali in Commissione rappresenti un passaggio atteso da tempo.

«Dopo mesi di segnalazioni e richieste, finalmente i vertici di FSE si sono presentati in Commissione e hanno riconosciuto i propri limiti», ha dichiarato. «Hanno promesso un piano di riordino per migliorare il servizio, ma siamo già ad aprile e ci saremmo aspettati azioni concrete. Continuerò a vigilare perché gli impegni siano rispettati e i cittadini possano contare su un servizio degno».

Scatigna ha inoltre sollecitato l’accelerazione dell’iter per l’istituzione dell’Osservatorio regionale sui trasporti, ritenuto uno strumento necessario per monitorare e affrontare in modo strutturale le criticità del sistema.

Leonardo, il fondo saudita e i timori per Grottaglie e Foggia

Altro nodo centrale della giornata è stato il confronto in VI Commissione sul futuro della Divisione Aerostrutture di Leonardo. Su richiesta del consigliere regionale Cosimo Borraccino, la Commissione ha audito organizzazioni sindacali e assessore regionale competente per fare il punto sulle recenti evoluzioni societarie e sul possibile ingresso di un fondo di investimento saudita, ipotesi che preoccupa lavoratori e istituzioni.

Secondo Borraccino, il paradosso della vicenda sta nel fatto che si discute di un’azienda che non è in crisi, non ha problemi di commesse e mantiene un profilo competitivo e tecnologicamente avanzato. Proprio per questo, l’eventuale operazione finanziaria viene letta con forte preoccupazione, soprattutto per i rischi di delocalizzazione, impoverimento produttivo e perdita di know-how.

«Ci occupiamo di un’azienda che non è in crisi, che non ha problemi di livelli occupazionali né di commesse per il prossimo futuro», ha affermato Borraccino. «Non comprendiamo la necessità di legarsi a un fondo d’investimento arabo che potrebbe, nel corso degli anni, svuotare e desertificare la produzione in Puglia e in Campania».

A pesare sul confronto è stata anche l’assenza dei vertici aziendali al tavolo istituzionale, stigmatizzata da più parti come un segnale grave in una fase delicata. La presidente della V Commissione Loredana Capone ha chiesto una chiarezza immediata sul futuro del sito di Grottaglie e dell’intera divisione.

«La mancata partecipazione di Leonardo è un segnale grave e incomprensibile in una fase così delicata», ha dichiarato. «Siamo di fronte a una vertenza che riguarda non solo centinaia di lavoratori, ma un presidio strategico della politica industriale nazionale».

Capone ha sollecitato risposte sui nodi ancora aperti: perimetro industriale, condizioni delle eventuali partnership, governance e localizzazione delle funzioni strategiche.

«Serve un piano industriale chiaro che garantisca livelli occupazionali e non releghi Grottaglie a un ruolo marginale», ha aggiunto, sottolineando la necessità di un confronto stabile tra Regione, Governo, azienda e parti sociali.

«Non siamo contrari agli investimenti o alle partnership, ma ogni scelta deve essere trasparente, condivisa e garantita», ha concluso, ribadendo che il settore aerospaziale rappresenta un’eccellenza che la Puglia non può permettersi di perdere.

A margine dei lavori, i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Renato Perrini e Gianpaolo Vietri hanno sottolineato la necessità di una condivisione politica reale nell’interesse del territorio. I due esponenti hanno evidenziato come, pur nella fase di incertezza, emerga una convergenza tra le forze politiche nel tutelare gli stabilimenti di Grottaglie e Foggia.

«Riteniamo fondamentale superare la monocommittenza e rafforzare la diversificazione produttiva», hanno dichiarato. «Eventuali partnership industriali devono essere condivise con i territori e garantire livelli occupazionali e tutele per i lavoratori».

Secondo Perrini e Vietri, una possibile joint venture potrebbe rappresentare una soluzione sostenibile solo se fondata su un reale progetto industriale e non esclusivamente finanziario. I consiglieri hanno inoltre ribadito l’impegno a lavorare in modo unitario con tutte le forze politiche e istituzionali per evitare ricadute negative sul tessuto economico pugliese.

A intervenire con fermezza è stata anche la presidente della VI Commissione Annagrazia Angolano, che ha ribadito la necessità di massima chiarezza sul futuro della divisione Aerostrutture e ha stigmatizzato l’assenza dell’azienda al tavolo.

«Si tratta di un’assenza grave: avremmo voluto porre domande precise ai vertici aziendali su una vicenda che riguarda oltre 4.000 lavoratori in Puglia», ha dichiarato. «Il rischio è quello di cedere un asset strategico senza un piano industriale e senza garanzie per la forza lavoro».

Angolano ha inoltre sottolineato la volontà unitaria della Regione di mantenere alta l’attenzione e di tutelare il patrimonio industriale e occupazionale, chiedendo un confronto trasparente sulle eventuali operazioni societarie.

«Non possiamo correre il rischio di una delocalizzazione e di un ulteriore impoverimento del territorio», ha aggiunto, evidenziando come la priorità resti la salvaguardia del know-how e dei livelli occupazionali.

A intervenire nel dibattito è stata anche la consigliera del Partito Democratico Isabella Lettori, che ha espresso rammarico per l’assenza dell’azienda e ha richiamato la necessità di un confronto trasparente.

«L’assenza di Leonardo sottrae risposte attese da tempo e rende il confronto inevitabilmente parziale», ha dichiarato. «Serve vedere le carte e definire un piano industriale chiaro, evitando operazioni al buio che potrebbero compromettere un asset strategico costruito anche con risorse pubbliche».

Lettori ha condiviso le preoccupazioni dei sindacati e ha sottolineato come gli stabilimenti di Grottaglie e Foggia rappresentino un patrimonio industriale e occupazionale da tutelare, evidenziando la necessità di rafforzare e diversificare la produzione, soprattutto sul fronte civile.

«La Puglia non può permettersi il rischio di una lenta delocalizzazione o di un declassamento a poli marginali», ha aggiunto, ribadendo il sostegno al lavoro della Regione e della task force per garantire trasparenza, tutela del know-how e salvaguardia dei livelli occupazionali.

L’assessore regionale Eugenio Di Sciascio ha ribadito di aver già avviato interlocuzioni con Leonardo e di voler mantenere alta l’attenzione sul tema, chiedendo la tutela dei livelli occupazionali, del know-how e il pieno coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e istituzionali.

Erosione costiera, allarme sul turismo e richiesta di interventi urgenti

Sempre in V Commissione, nel corso dell’audizione dedicata alla manutenzione delle spiagge e all’erosione costiera, è emersa forte preoccupazione per le conseguenze delle recenti mareggiate sul litorale pugliese.

A margine dei lavori, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Dino Basile ha lanciato un allarme sul rischio concreto per la prossima stagione balneare e per l’intero comparto turistico.

«Le mareggiate stanno compromettendo numerosi arenili e mettono a rischio una stagione ormai imminente», ha dichiarato. «Servono misure urgenti per consentire agli operatori balneari di lavorare e salvaguardare un settore strategico per l’economia pugliese».

Accanto agli interventi immediati, Basile ha evidenziato la necessità di una strategia strutturale e coordinata per la gestione della costa.

«Non è più rinviabile una pianificazione organica: interventi non coordinati rischiano di alterare gli equilibri naturali e la biodiversità marina», ha aggiunto, sottolineando l’importanza di studi meteomarini e di un maggiore coordinamento tra enti locali, Regione e istituzioni europee.

Secondo il consigliere, solo un approccio integrato potrà coniugare tutela ambientale e sviluppo economico, garantendo sostenibilità e prospettive al settore turistico.

Nel corso del confronto è emersa anche la posizione del capogruppo Pd Stefano Minerva, che ha invitato a leggere il fenomeno non più come un’emergenza ma come un cambiamento strutturale.

«Non siamo di fronte a una criticità temporanea ma a una trasformazione profonda del territorio», ha evidenziato. «Quando si restringe una spiaggia non perdiamo solo sabbia, ma lavoro, economia e opportunità per intere comunità».

Minerva ha sottolineato la necessità di regole chiare, tempi certi e strumenti concreti per i Comuni, evidenziando come l’incertezza normativa stia incidendo direttamente su imprese e lavoratori del settore balneare.

«Serve un cambio di passo: aggiornare le regole, semplificare le procedure e costruire soluzioni praticabili», ha aggiunto, proponendo anche una proroga dei termini per gli interventi stagionali per renderli compatibili con le nuove condizioni climatiche e amministrative.

A fare sintesi è stata la presidente della Commissione Loredana Capone, che ha definito la questione una vera e propria sfida strutturale per la Regione.

«Non siamo di fronte a criticità isolate, ma a un problema che richiede risposte rapide e coordinate», ha dichiarato. «La tutela della costa è una questione ambientale, ma anche economica e sociale».

Capone ha assicurato l’impegno a portare le istanze emerse all’attenzione della Giunta regionale, sottolineando la necessità di un lavoro sinergico tra istituzioni, enti locali e operatori del settore per garantire soluzioni efficaci e durature.

Vivai forestali in Capitanata, scontro sulla chiusura

In IV Commissione si è discusso invece della chiusura dei vivai forestali di Deliceto e Orsara di Puglia, in provincia di Foggia. L’audizione, richiesta dal consigliere Nicola Gatta, ha acceso il confronto sulla situazione dei vivai ARIF e sul futuro del programma regionale Boschi di Puglia.

Gatta ha sottolineato il quadro critico della provincia foggiana, dove la superficie boschiva è limitata e dove la chiusura di strutture considerate storicamente operative rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Secondo il consigliere, i vivai interessati versano oggi in condizioni di abbandono, con piante esposte anche a degrado e vandalizzazione.

L’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli ha spiegato che la scelta rientra in un piano di razionalizzazione delle risorse, finalizzato a rendere più efficiente il sistema e a garantire un supporto concreto all’agricoltura pugliese. Per conto di ARIF, il dirigente Michele Tenore ha evidenziato criticità sanitarie in alcuni impianti e confermato l’intenzione di investire su nuovi vivai regionali a Lucera e nella Foresta Umbra, assicurando una produzione non inferiore a 500mila piante.

Sulla questione è intervenuto anche il capogruppo Pd Stefano Minerva, che ha giudicato insufficiente il numero di piante previste, ricordando che il solo Salento ha perso negli ultimi anni milioni di esemplari. L’assessore Paolicelli si è impegnato a trasmettere alla Commissione un quadro aggiornato sullo stato dei vivai e sui costi necessari per la loro tenuta, così da valutare eventuali azioni successive.

Nomine regionali, confronto sul disegno di legge

La II Commissione, presieduta dallo stesso Cosimo Borraccino, ha affrontato il disegno di legge relativo alla revisione delle normative vigenti in materia di nomine e designazioni di competenza della Regione. Il testo, illustrato dal dirigente Giuseppe Savino, punta ad adeguare la disciplina dei procedimenti alle disposizioni introdotte dalla legge di stabilità regionale 2025.

La discussione ha fatto emergere la necessità di un approfondimento ulteriore, soprattutto per valutare le ricadute del nuovo impianto normativo sul rapporto tra Giunta e Consiglio regionale e sui criteri di scelta delle figure destinate agli incarichi negli enti partecipati o vigilati.

Nel corso del confronto, diversi consiglieri hanno insistito sul principio della meritocrazia e sulla necessità di garantire che le nomine ricadano su profili realmente competenti. È stato inoltre sollevato il tema degli emolumenti e della revisione della spesa del personale nel sistema delle partecipazioni regionali. Al termine della seduta, Borraccino ha proposto di aggiornare i lavori tra tre settimane per proseguire l’esame del testo.

Una giornata che misura le priorità della Regione

Le audizioni e le discussioni svolte nelle Commissioni regionali restituiscono una fotografia chiara delle priorità aperte in Puglia: trasporti efficienti, tutela dell’industria strategica, gestione delle risorse ambientali e qualità della governance pubblica. Dossier diversi, ma accomunati dalla necessità di tempi certi, scelte chiare e risposte concrete.

Sul tavolo resta una domanda di fondo: trasformare il confronto istituzionale in decisioni efficaci, capaci di incidere davvero sulla vita dei cittadini, dei lavoratori e dei territori.

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