Via libera a maggioranza alle modifiche sulla disciplina delle acque superficiali e sotterranee. Ridotte le sanzioni, prorogati i termini e introdotte nuove semplificazioni per il comparto agricolo. Approvato anche l’emendamento del consigliere Antonio Tutolo sull’utilizzo temporaneo delle concessioni
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato con 40 voti favorevoli e 3 astensioni il disegno di legge che modifica la normativa regionale sull’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee, introducendo una serie di correttivi richiesti dal mondo agricolo e adeguando il testo alle osservazioni formulate dal Governo.
La riforma punta a garantire un migliore equilibrio tra tutela delle risorse idriche, semplificazione amministrativa e sostegno alle attività produttive, intervenendo su alcuni aspetti che avevano generato criticità nella fase iniziale di applicazione della legge.
L’emendamento Tutolo (Per la Puglia): «L’acqua deve poter seguire il lavoro nei campi»
Tra le novità più rilevanti figura l’emendamento presentato dal consigliere regionale Antonio Tutolo, presidente della IV Commissione e rappresentante di Per la Puglia.
La modifica consente al titolare di una concessione idrica di cedere temporaneamente l’utilizzo della derivazione d’acqua a chi utilizza i terreni interessati dalla concessione per periodi non superiori a un anno, mantenendo però la responsabilità amministrativa in capo al concessionario originario.
Secondo Tutolo si tratta di una misura indispensabile per evitare blocchi burocratici che rischiavano di penalizzare le aziende agricole.
«La modifica alla legge regionale sulle acque era indispensabile per correggere storture che stavano penalizzando gli agricoltori. Con il mio emendamento diamo agli agricoltori una possibilità concreta: usare l’acqua anche quando il terreno cambia utilizzatore, senza blocchi e senza burocrazia inutile, previo adempimento delle procedure previste», ha dichiarato.
Il consigliere ha spiegato che la norma risponde a una situazione molto frequente nelle campagne pugliesi, dove i terreni possono essere affidati a utilizzatori diversi anche per una sola stagione agricola.
«I terreni possono cambiare utilizzatore anche solo per una stagione: l’acqua deve poter seguire quel lavoro, senza volture continue e senza fermare le aziende», ha aggiunto.
Regolarizzazione delle utenze e sanzioni più sostenibili
Tra gli interventi più attesi dal settore agricolo figura la possibilità di regolarizzare le utenze non riconosciute, evitando conseguenze particolarmente pesanti per gli operatori.
La legge riapre infatti fino al 31 dicembre 2026 i termini per l’emersione delle utenze non censite, consentendo ai concessionari di mettersi in regola attraverso procedure più chiare.
Tutolo ha evidenziato come molti agricoltori non fossero pienamente consapevoli dei rischi derivanti dalla mancata regolarizzazione.
«Molti agricoltori non sanno nemmeno di correre un rischio così alto. La legge applica il minimo previsto dalla normativa nazionale e offre una via d’uscita chiara. Non è un favore: è un dovere di trasparenza», ha affermato.
La riforma interviene inoltre sul sistema sanzionatorio, riducendo numerose sanzioni amministrative da 360 euro a 103 euro, soprattutto per violazioni legate a comunicazioni tardive e adempimenti formali.
Escluse le vasche di accumulo: meno adempimenti per migliaia di aziende
Un altro punto qualificante della riforma riguarda l’esclusione dall’ambito di applicazione della legge della maggior parte delle utenze che non prelevano acqua direttamente dalla falda.
Secondo Tutolo, molte strutture erano state assimilate impropriamente ai pozzi pur trattandosi di semplici vasche di accumulo.
«Quelli non sono pozzi, sono vasche di accumulo. Non si possono imporre obblighi pensati per opere che non lo sono», ha spiegato.
La modifica consentirà di alleggerire notevolmente il carico burocratico per migliaia di aziende agricole.
«Con questa correzione togliamo dall’applicazione della legge quasi il 90% delle utenze che prima erano considerate pozzi, riducendo costi e adempimenti inutili», ha sottolineato il consigliere.
Passero (Per la Puglia): «Equilibrio tra tutela dell’acqua e esigenze degli agricoltori»
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del gruppo Per la Puglia, Ruggiero Passero, che ha definito il provvedimento il risultato di un importante lavoro di confronto istituzionale.
Secondo Passero, la nuova disciplina rappresenta un punto di equilibrio tra la salvaguardia dell’ambiente e le necessità del comparto agricolo.
«La nuova legge sull’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee rappresenta il giusto equilibrio tra la tutela dell’ambiente e le esigenze degli agricoltori», ha dichiarato.
Ampio consenso in Aula
Il provvedimento ha raccolto il sostegno della maggioranza e il voto favorevole di diversi gruppi di opposizione.
Tra i favorevoli anche Fratelli d’Italia, che ha evidenziato il contributo fornito attraverso gli emendamenti presentati nelle commissioni consiliari, e il consigliere del Partito Democratico Domenico De Santis, che ha sottolineato l’importanza di coniugare tutela dell’acqua e semplificazione per imprese e agricoltori.
Anche il Movimento 5 Stelle ha espresso apprezzamento per le modifiche introdotte, ritenendo positivo il lavoro svolto per ascoltare le esigenze del territorio senza rinunciare alla salvaguardia delle risorse idriche.
Più tutele per il comparto agricolo
Particolare attenzione è stata riservata alle esigenze delle imprese agricole, che avevano manifestato preoccupazioni durante la fase iniziale di applicazione della normativa.
La presidente della V Commissione consiliare, Loredana Capone, ha evidenziato come il testo approvato consenta di raggiungere un equilibrio tra tutela ambientale e sostegno al settore primario.
Anche il capogruppo del Partito Democratico Stefano Minerva e la consigliera Rossella Falcone hanno ribadito che la gestione sostenibile dell’acqua rappresenta una priorità strategica per il futuro della Puglia e per la competitività dell’agricoltura regionale.
Cera (Lega): “Risposte concrete agli agricoltori”
Tra i consiglieri che hanno sostenuto il provvedimento figura anche Napoleone Cera della Lega, che ha definito la riforma una risposta concreta alle esigenze degli agricoltori pugliesi, chiamati ad affrontare una fase complessa segnata da siccità, aumento dei costi e cambiamenti climatici.
Tutela delle falde e investimenti nelle infrastrutture
Pur sostenendo le misure di semplificazione, Tutolo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire una gestione responsabile della risorsa idrica nel lungo periodo.
Il consigliere ha ricordato come in alcune aree della Puglia l’eccessivo sfruttamento delle falde abbia già prodotto fenomeni di salinizzazione, rendendo indispensabile una strategia che coniughi utilizzo produttivo e tutela ambientale.
«Difendere gli agricoltori significa garantire acqua oggi e domani. Le falde non sono infinite: vanno protette, mentre si investe finalmente negli invasi e nelle infrastrutture che aspettiamo da sessant’anni», ha concluso.
Più equilibrio tra ambiente e attività produttive
La legge conferma l’impianto generale della disciplina regionale ma introduce una visione più orientata alla semplificazione amministrativa e alla sostenibilità economica delle imprese.
Tra gli elementi qualificanti figurano la riduzione degli oneri burocratici, la semplificazione delle procedure di rinnovo delle concessioni, il rafforzamento del ruolo dei Centri di Assistenza Agricola (CAA) e una maggiore chiarezza nella gestione dei canoni e delle autorizzazioni.
L’obiettivo della Regione è garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche, evitando che gli obblighi amministrativi si trasformino in un ostacolo per il comparto agricolo e mantenendo al centro la tutela dell’acqua come bene strategico per il futuro della Puglia.
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