Mezzogiorno e la sfida delle energie rinnovabili: Ultima occasione per evitare il declino

Il Coordinamento Piccoli Comuni Italiani denuncia l’inadeguatezza delle classi dirigenti regionali e lancia l’allarme: servono azioni concrete per non fallire nell’obiettivo degli 80 GW entro il 2030

Il futuro energetico e ambientale del Mezzogiorno è appeso a un filo, e il Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani alza il livello di attenzione. Con un duro appello rivolto alle Regioni del Sud – Puglia, Campania, Molise, Basilicata e Calabria – Virgilio Caivano, Portavoce dell’organizzazione, ha denunciato la lentezza e l’inefficacia delle amministrazioni locali nell’affrontare la sfida epocale dell’energia rinnovabile e della gestione delle risorse idriche.

Una sfida ambiziosa: 80 GW entro il 2030
Il Decreto Ministeriale del 21 giugno 2024 ha fissato criteri e obiettivi per individuare superfici e aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili, con il traguardo di raggiungere 80 GW di potenza aggiuntiva entro il 2030. Un obiettivo ambizioso, in linea con il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) e le direttive europee dei pacchetti “Fit for 55” e “RepowerEU”.

Tuttavia, secondo Caivano, il Mezzogiorno non sta cogliendo questa opportunità: «Le Regioni hanno rispettato i termini previsti dal decreto? Hanno coinvolto i Comuni e i cittadini nel processo decisionale? E i Piani Energetici Ambientali regionali, sono adeguati alle sfide in atto o si rischia l’ennesimo vuoto normativo?».

Il nodo dell’inadeguatezza politica
«La sfida titanica dell’energia e dell’acqua richiede una rivoluzione copernicana nelle classi dirigenti locali», continua Caivano.«L’immobilismo, come dimostrato dal fallimento nella gestione del PNRR, è una condanna per le comunità del Sud. Non possiamo lasciare che la mancanza di visione strategica renda impossibile un reale progresso.»

Energia e acqua: risorse da valorizzare, non da sprecare
Il Coordinamento sottolinea che il futuro del Mezzogiorno dipende dalla capacità di integrare la produzione di energia rinnovabile con la tutela delle risorse idriche, garantendo la sostenibilità ambientale. I bacini idrici, le superfici agricole e i territori devono essere valorizzati senza comprometterne l’integrità. «Questa partita non riguarda solo l’autonomia energetica, ma la centralità del Sud Italia nel Mediterraneo e in Europa», afferma Caivano.

Il rischio di un nuovo fallimento
«Senza azioni concrete, trasparenti e partecipate, il rischio è di assistere all’ennesimo fallimento», conclude Caivano. «Le Regioni del Mezzogiorno hanno la responsabilità storica di agire ora, con coraggio e lungimiranza, per non condannare le proprie comunità al declino definitivo.»

Un impegno per il futuro
Il Coordinamento Piccoli Comuni Italiani si impegna a monitorare le scadenze e invita i cittadini a vigilare sulle decisioni che plasmeranno il futuro energetico e ambientale del Sud. La sfida non è solo amministrativa, ma anche culturale: serve una nuova consapevolezza per trasformare il Mezzogiorno in un modello di sostenibilità e innovazione.

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