Operazione della Guardia Costiera contro la pesca illegale del “bianchetto”, pratica vietata perché dannosa per l’ecosistema marino
Centotrenta chilogrammi di novellame di alici sono stati sequestrati a Bari nell’ambito di un’attività di indagine condotta dal Nucleo Ispettivo Pesca del 6° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione marittima di Bari. Il prodotto ittico, destinato alla commercializzazione, è stato rinvenuto a bordo di un furgone durante un controllo mirato.
Nei confronti del trasportatore sono stati elevati verbali amministrativi per un importo complessivo di circa 30.000 euro.
La pesca del novellame di alice o sarda, comunemente noto come “bianchetto”, è vietata dalla normativa europea perché ritenuta altamente distruttiva per l’ecosistema marino. Si tratta infatti di esemplari allo stato larvale o giovanile, la cui cattura impedisce il completamento del ciclo vitale e la successiva riproduzione.
Questa tipologia di pesca illegale viene spesso effettuata in prossimità della costa mediante l’utilizzo di reti a strascico con maglie molto strette, capaci di catturare indiscriminatamente anche altre specie ittiche in fase larvale. L’interruzione del naturale processo di crescita comporta un progressivo impoverimento degli stock ittici e della biodiversità marina.
Secondo gli esperti, un solo chilogrammo di novellame può corrispondere a diverse decine di chilogrammi di pesce adulto, qualora gli esemplari venissero lasciati crescere e riprodursi naturalmente.
La Guardia Costiera ha annunciato che le attività investigative proseguiranno per individuare eventuali ulteriori responsabilità e contrastare in modo efficace un fenomeno che rappresenta una minaccia concreta per l’equilibrio dell’ambiente marino e per la sostenibilità del comparto ittico.








