Concerto esclusivo e poco partecipato per Massimo Ranieri, mentre il Carnevale esplode altrove. Le Associazioni Civiche: «Andria senza identità, emarginata e in declino»
Ad Andria c’era il costosissimo concerto di Massimo Ranieri in un Palazzetto dello Sport fatiscente ed inospitale. Un concerto che pare non abbia neppure sfiorato le attese in termini di partecipazione: sborsare 70 euro per un biglietto non è cosa da tutti, almeno per chi quei biglietti li ha pagati.
A parte il concerto del Massimo nazionale, riservato a pochissimi, la vera Festa è ancora e di nuovo fuori città: nei comuni vicini ed anche in quelli più lontani. Gli andriesi di fronte al richiamo Popolare non si tirano indietro ed ecco che hanno letteralmente invaso la vicina città di Corato, dove il Carnevale si è chiuso con un grandioso concerto in Piazza con i Cugini di Campagna, spingendosi persino nella città di Lavello dove la festa è stata altrettanto straordinaria e l’accoglienza calorosa.
Un’umiliazione: così viene definita questa ennesima débâcle della città federiciana che si dimostra ancora ostica ed ostile verso le iniziative Popolari destinate ai cittadini ma anche in grado di attirare risorse economiche e flussi di avventori da tutto il territorio. Una città senza identità tutta avvolta in se stessa, senza prospettive di rinascita da un sonno profondo che la sta letteralmente emarginando ed escludendo da qualunque circuito virtuoso. Uno sfacelo che si unisce alle vessazioni continue ed alle azioni punitive nei confronti del piccolo commercio e degli esercenti che hanno investito in questa strana ed anacronistica città.
«L’analisi di Unibat è stata chiara e molto significativa. Ecco perché non si può consentire che si persegua la via della decrescita infelice e del declassamento progressivo mentre altrove si sta intervenendo per evitare la desertificazione che, invece, si verifica nella città di Andria negli ultimi anni.»
Con queste parole amare si conclude l’intervento delle Libere Associazioni Civiche Andriesi esasperate da scelte disastrose di un’Amministrazione comunale che si fregia di meriti inesistenti e persino illusori.








