Nel quarto incontro promosso dalla Pastorale della Salute della Diocesi di Brindisi-Ostuni, esperti e operatori si sono confrontati su droghe, alcol, internet addiction e ludopatia, sottolineando il ruolo fondamentale dell’ascolto umano e spirituale nei percorsi di accompagnamento
Si è svolto nel pomeriggio di mercoledì 9 aprile a Mesagne il quarto appuntamento del percorso formativo “In ascolto di te”, promosso dall’Ufficio Diocesano di Pastorale della Salute di Brindisi-Ostuni in collaborazione con il Centro Volontari della Sofferenza (CVS). L’incontro, incentrato sul tema dell’accompagnamento umano e spirituale della persona con disturbi mentali, ha posto particolare attenzione al disagio giovanile e alle dipendenze.
A guidare il confronto sono intervenuti due esperti dell’ASL di Brindisi: il Dott. Salvatore De Fazio, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche, e la Dott.ssa Simona Capraro, Psicologa e Responsabile del SerT, che hanno analizzato le principali cause del disagio giovanile – di natura biologica, psicologica e sociale – e le forme più diffuse di dipendenza: da sostanze stupefacenti, alcol, internet addiction e ludopatia.
Al centro del percorso, il riconoscimento della complessità del fenomeno e l’importanza di un approccio integrato, in cui la dimensione spirituale non venga trascurata. Fondamentale il contributo di Fra Giuseppe Abbruzzese, Ofm della provincia di Lecce, che ha richiamato il ruolo della comunità ecclesiale come luogo di prossimità e accoglienza.
«Farsi prossimi come Chiesa, che sa vedere l’altro con gli occhi di Dio, senza giudizio, senza dare risposte affrettate – ha affermato Fra Giuseppe – ma con una presenza delicata, con un ascolto profondo ed empatico. Tatto, rispetto e pazienza per poter ridare luce a chi sperimenta il buio dell’esistenza.»
Il percorso “In ascolto di te” si conferma un luogo prezioso di formazione e riflessione, capace di coniugare competenze professionali e attenzione pastorale, offrendo strumenti concreti per chi opera al fianco delle persone più fragili.








