A Bari il confronto della Uil Pensionati Puglia: Mettere gli anziani al centro del sistema welfare

Quello che si dovrebbe fare, è emerso dalla discussione, è dare la possibilità agli anziani di vivere un invecchiamento attivo che consenta non soltanto di sentirsi ancora partecipi ed importanti per la società, ma anche di allungare l’aspettativa di vita, ovviamente nei limiti del possibile

Ripensare il complesso sistema del welfare, mettendo gli over 65 al centro di una nuova comunità sociale che possa puntare al benessere della persona anziana. Soprattutto in virtù di due importanti ed incontestabili fattori: il primo, la conclamata denatalità che fa dell’Italia il Paese europeo che vanta l’età mediana più alta, di 48,4 anni nel 2023. Questo dato significa che la popolazione italiana è divisa tra 29 milioni di persone che hanno meno di 48,4 anni e gli altri 29 milioni che ne hanno di più. Poi c’è il dato pugliese, altrettanto preoccupante: col 24,7 % di over 65, vuol dire che un residente su quattro è da considerarsi «anziano».

Si è parlato di questo nel convegno «Costruire insieme la comunità del futuro», che si è tenuto giovedì 10 luglio, allo Sheraton Nicolaus Hotel di Bari, organizzato dalla Uil Pensionati di Puglia, con il supporto di ADA (Associazione per i diritti dell’anziano) e del Forum Terzo settore Puglia.

Quello che si dovrebbe fare, è emerso dalla discussione, è dare la possibilità agli anziani di vivere un invecchiamento attivo che consenta non soltanto di sentirsi ancora partecipi ed importanti per la società, ma anche di allungare l’aspettativa di vita, ovviamente nei limiti del possibile.

Dopo i saluti del segretario generale Uil Puglia, Gianni Ricci, l’argomento è stato introdotto dalla segretaria generale della Uil Pensionati Puglia, Tiziana Carella.

Moderati dal presidente ADA con Puglia, Pasquale Luigi Diviggiano, sono poi intervenuti Antonio Derinaldis, portavoce nazionale rete associativa ADA; Vito Intino, coordinatore area legislativa Forum Terzo settore; Ruggiero Mennea, delegato al welfare per la Regione Puglia; Valentina Romano, direttrice dipartimento welfare Regione Puglia.

Le conclusioni sono state affidate al segretario organizzativo nazionale della Uil Pensionati, Pasquale Lucia.

È stata la prima occasione di confronto con le istituzioni e le parti in causa dopo che lo scorso 30 giugno la Regione Puglia ha approvato un nuovo strumento normativo e innovativo che riguarda proprio le disposizioni in materia di attività del Terzo settore; un Terzo settore che può avere un ruolo fondamentale nella vita degli over 65 e che con la legge regionale è stato di fatto legittimato nelle politiche di welfare che riguardano le persone anziane.

L’obiettivo è il benessere dei pensionati. In Puglia l’anziano non può e non deve essere solo una persona che ha bisogno di cure e assistenza sociosanitaria, ma deve poter avere anche un ruolo attivo grazie a strumenti nuovi e luoghi di aggregazione.

Il confronto ha in qualche modo sancito che dalle parole si deve ora passare ai fatti attraverso una scelta che sia politica e subito dopo operativa. Quindi, co-programmazione e co-progettazione diventano di fatto una sorta di «ponte» sul futuro immediato. A patto che interagiscano ovviamente anche le istituzioni, a livello regionale come a livello locale.

L’intento della Uilp è costruire una rete tra gli enti del Terzo settore con le Ada presenti in tutte le province pugliesi per garantire e costruire una comunità accogliente che risponda alle nuove esigenze e ai nuovi bisogni degli anziani. Che sono stati definiti 4.0, cioè al passo con i tempi. Basti pensare alle innovazioni digitali e alle sue opportunità oppure all’avvento dell’intelligenza artificiale, che deve essere un vantaggio e non un pericolo.

Si è sostanzialmente trattato di un dialogo a più voci per porre le basi di un lavoro condiviso e un futuro partecipativo fatto di solidarietà, di assistenza ma anche di costruzione di nuove opportunità che consentano ai pensionati di essere ancora attivi nella società. Non a caso il Terzo settore è stato identificato come un «volano» per la valorizzazione di risorse anziane, che possono essere un valore aggiunto e non un peso per le nostre comunità.

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