Cerignola, rapina in farmacia con un coltello: arrestato un 28enne

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Decisive le immagini della videosorveglianza e gli accertamenti del RIS di Roma

Avrebbe rapinato una farmacia del centro cittadino armato di coltello, minacciando i dipendenti e impossessandosi dell’incasso prima di fuggire a piedi. Un 28enne di Cerignola è stato arrestato dai Carabinieri, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica.

L’uomo è gravemente indiziato del reato di rapina aggravata.

Il colpo in farmacia

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la rapina sarebbe stata commessa la mattina del 18 luglio.

L’indagato avrebbe fatto irruzione all’interno della farmacia con il volto coperto e armato di coltello, minacciando due dipendenti per farsi consegnare il denaro custodito nella cassa.

Dopo essersi impossessato di circa 1.500 euro in contanti, si sarebbe allontanato rapidamente a piedi.

Le fasi della rapina sono state documentate dalle telecamere di videosorveglianza installate all’interno dell’esercizio commerciale.

Le indagini dei Carabinieri

Le indagini sono scattate immediatamente dopo la richiesta di intervento giunta al Numero Unico di Emergenza 112.

I militari dell’Arma dei Carabinieri hanno ricostruito gli spostamenti del presunto autore della rapina, seguendone il percorso fino all’abitazione.

Nel corso degli accertamenti è emerso che, durante la fuga, il 28enne si sarebbe disfatto degli indumenti utilizzati per il colpo, gettandoli all’interno di un cassonetto dei rifiuti.

Determinanti gli esami del RIS

Gli abiti recuperati dagli investigatori sono stati sequestrati e sottoposti agli accertamenti del RIS di Roma.

Le analisi tecnico-scientifiche hanno consentito di isolare tracce biologiche che, secondo gli investigatori, sarebbero risultate riconducibili all’indagato, elemento che ha contribuito alla ricostruzione accusatoria sfociata nell’emissione della misura cautelare.

Come previsto dalla normativa vigente, la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto all’esito del processo e con sentenza irrevocabile.

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