«Oggi a scandalizzarsi sono gli stessi che non hanno detto una parola, non hanno chiesto scusa, quando il presidente De Luca, seduto accanto a Emiliano, su un palco barese, ha detto anche di peggio nei confronti del Governo e del ministro Raffaele Fitto»
Nel suo intervento al congresso provinciale brindisino di Fratelli d’Italia, Renato Perrini ha definito Michele Emiliano “delinquente”.
Il consigliere regionale pugliese è stato duramente contestato dal parlamentare Marco Lacarra (PD) per l’affermazione inaccettabile: «Le parole di Perrini vanno oltre il normale confronto politico, più che legittimo. Sono offese gratuite per le quali mi auguro che sia pronto a chiedere scusa. Spero anche che chiunque fosse presente sia pronto a stigmatizzare il comportamento di Perrini, in quanto nessuno ha il diritto utilizzare toni diffamatori. Non vogliamo e non possiamo, tutti quanti, maggioranza e opposizione di questo governo, approcciarci ai nostri avversari politici con questi toni».
Parole seguite da quelle del segretario regionale Domenico De Santis (PD): «Nessuno è autorizzato a scadere nelle offese, meno che mai un consigliere regionale. A Perrini chiedo di recuperare il garbo istituzionale e scusarsi immediatamente. I veri “delinquenti” sono quelli che non pagano i 180 milioni alle aziende dell’indotto ex Ilva che stanno fallendo. Invece di fare polemica, Perrini dovrebbe adoperarsi affinché la Regione venga autorizzata dal governo». «Da Perrini – dice il capogruppo in Consiglio regionale, Filippo Caracciolo – sono arrivati toni diffamatori e questo è inaccettabile. La Regione ha formulato una proposta seria per saldare i debiti di Acciaierie d’Italia verso le imprese dell’indotto. Invece di discuterne, partono gli insulti e le offese. Una bassezza di comportamento politico che va assolutamente stigmatizzata».
La replica di Perrini, al PD pugliese non si è fatta attendere: «Eccoli, lo sapevo! Sono i sepolcri imbiancati del PD pugliese, quelli pronti a scandalizzarsi per quello che ho detto del presidente Emiliano… bene, sappiate, che l’ho fatto a posta! Sì, volutamente. So bene che ‘delinquente’ non è un termine da usare – seppure detto in senso politico qual era, infatti, il contesto nel quale mi trovavo e facendo riferimento ad azioni politiche (la proposta sul pagamento dell’indotto dell’ex ILVA e i disastri sulla sanità) –, ma ieri, a Brindisi, ho voluto provocare gli ipocriti della politica, perché uscissero allo scoperto.
Perché oggi a scandalizzarsi sono gli stessi che non hanno detto una parola, non hanno chiesto scusa, quando il presidente De Luca, seduto accanto a Emiliano, su un palco barese, ha detto anche di peggio nei confronti del Governo e del ministro Raffaele Fitto. La famosa superiorità morale che al Pd e al suo presidente permette da anni di prendere in giro i pugliesi, di aggredire e insultare quotidianamente il Governo Meloni… ma poi di pretendere delle scuse come arma di distrazione di massa per spostare l’attenzione dai problemi veri dei pugliesi (la Sanità in testa) alle chiacchiere… Sono pronto a chiedere scusa, ma solo quando De Luca e il Pd chiederanno scusa per le offese dette da De Luca.»
Lo stesso gruppo regionale di Fratelli d’Italia (il capogruppo Francesco Ventola e i consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro) ha supportato il linguaggio di Perrini: «Ipocrisia allo stato puro: questa la sintesi dei comunicati dei parlamentari, del capogruppo regionale e del segretario regionale del PD che oggi pretendono le scuse dall’amico e collega Renato Perrini per aver dato del ‘delinquente’ (politico) al presidente Emiliano. Mentre se lo stesso termine viene usato continuamente dal presidente De Luca nei confronti del presidente del Consiglio e un ministro della Repubblica … allora va bene? Perrini, che ha già spiegato che ha usato quel termine intenzionalmente e solo per provocare la reazione del Pd di fronte a un’offesa che viene puntualmente fatta al ministro Fitto, quello che oggi appare è che siamo di fronte a un’evidente ipocrisia di chi fino ad oggi non si è né scandalizzato né detto una parola per richiamare De Luca a una correttezza di linguaggio istituzionale. Perrini ha, solo, centrato il suo obiettivo: mostrare come il doppiopesismo e il finto moralismo del PD, che chiede rispetto, ma poi non è in grado di darlo.»
Anche il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo, ha risposto alla critica di Lacarra:
«Lacarra critica Perrini per aver dato ad Emiliano, in un contesto politico e comunque in ambito politico, del delinquente e ne pretende le scuse? Forse Lacarra è stato all’estero in questi giorni e quindi gli sono sfuggite alcune dichiarazioni del presidente della Regione Campania De Luca. Infatti, Perrini ha semplicemente copiato De Luca ed anzi male perché De Luca stesso è andato ben oltre, utilizzando veri e propri epiteti come delinquenti, imbecilli, farabutti, mascalzoni, rivolgendosi alla presidente Meloni ed al ministro Fitto. Insomma, se proprio vuole fare il censore Lacarra si rivolga prima a De Luca, evidentemente per educarlo a un linguaggio politico più corretto e consono del ruolo che riveste e degli interlocutori a cui si rivolge. Poi parleremo di Perrini.»
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo.








