Bari, condannati 12 militanti di CasaPound

Prima applicazione in Italia della legge Scelba per riorganizzazione del partito fascista. Pene fino a 2 anni e 6 mesi

di BARBARA RINALDI – Una sentenza destinata a fare giurisprudenza. Il Tribunale di Bari ha condannato dodici militanti baresi di CasaPound. Le accuse sono pesanti. Riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista. Le pene vanno da un anno e sei mesi a due anni e sei mesi di reclusione. Per tutti è prevista la sospensione dei diritti politici per cinque anni.

Inoltre, sette imputati sono stati condannati anche per lesioni personali. Si tratta della prima applicazione in Italia degli articoli 1 e 5 della legge Scelba nei confronti di militanti di CasaPound. Un passaggio che conferisce alla decisione un valore storico, oltre che giudiziario.

L’aggressione del 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà dei militanti di Casapound

Il processo riguarda i fatti del 21 settembre 2018. L’episodio avvenne nel quartiere Libertà di Bari. Quel giorno un gruppo di antifascisti fu aggredito. Erano di ritorno da un corteo organizzato dopo la visita dell’allora ministro Matteo Salvini. Tra le persone coinvolte figurano nomi noti del panorama politico e sociale.

Eleonora Forenza, allora europarlamentare di Rifondazione comunista, e il suo assistente Antonio Perillo. Inoltre, Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista e Claudio Riccio di Sinistra Italiana. Tutti si sono costituiti parte civile. Insieme a loro anche Anpi, Rifondazione comunista, Comune di Bari e Regione Puglia.

Condanne, assoluzioni e risarcimenti

Per il reato di riorganizzazione del partito fascista sono stati condannati dodici imputati. Sette di loro rispondono anche del reato di lesioni personali. Il Tribunale ha invece assolto cinque imputati per non aver commesso il fatto. È stata esclusa per tutti l’aggravante della premeditazione. Inoltre, gli imputati condannati dovranno risarcire le parti civili costituite nel processo.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni. «Il dispositivo è quello che conta, la decisione dei giudici. Vedremo la motivazione», ha dichiarato il procuratore Roberto Rossi. La pronuncia apre ora una fase nuova. Eventuali ricorsi saranno valutati nei prossimi gradi di giudizio.

Nel frattempo, la sentenza segna un precedente importante nell’applicazione della legge Scelba.

Le parole del sindaco di Bari, Vito Leccese

«Il Tribunale di Bari ha emesso una sentenza di grande valore democratico: dodici attivisti di CasaPound sono stati condannati per manifestazione e violenza fascista, con il riconoscimento delle responsabilità per l’aggressione squadrista del 2018 nel quartiere Libertà». È il commento del sindaco di Bari Vito Leccese dopo la pronuncia.

«È una decisione che sgombra il campo da ambiguità: metodi e organizzazioni che si richiamano al fascismo sono incompatibili con la nostra Costituzione e non possono trovare spazio nella vita democratica. Questo verdetto onora il dolore delle vittime di quell’ignobile agguato e restituisce dignità a una città, costituitasi parte civile, che non si è mai piegata al sopruso».

«Bari si riconosce nei valori dell’antifascismo e della convivenza civile. Il Comune continuerà a promuovere iniziative culturali, percorsi nelle scuole e momenti pubblici di memoria per rafforzare la coscienza democratica. Oggi ha vinto la Repubblica».

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