Foggia, lavoro nero nella ristorazione: sospese due attività

Controlli dell’Ispettorato del Lavoro: 20 lavoratori irregolari su 29. Maxi sanzioni e stop per gravi violazioni sulla sicurezza

di BARBARA RINALDI – Il lavoro nero continua a essere una ferita aperta, soprattutto nel Sud Italia. E Foggia non fa eccezione. Nei giorni scorsi l’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha condotto controlli mirati nel settore della ristorazione. Il bilancio è pesante.

Tre le aziende ispezionate. Ventinove i lavoratori controllati. Di questi, venti sono risultati irregolari. Un dato che parla da solo. E che conferma come il fenomeno sia tutt’altro che superato.

Lavoratori in nero e violazioni sull’orario di lavoro

Nel dettaglio, cinque lavoratori sono stati trovati completamente in nero. Due nella prima attività controllata e tre nella seconda. Inoltre, nella seconda azienda erano presenti nove dipendenti complessivi. La metà non era in regola. Per altri quindici lavoratori, invece, le contestazioni riguardano l’orario di lavoro. Una violazione meno visibile, ma altrettanto grave.

Infatti, il mancato rispetto degli orari incide sulla salute e sui diritti dei dipendenti. E spesso nasconde condizioni di sfruttamento. Di conseguenza, l’Ispettorato ha adottato cinque maxi sanzioni per lavoro nero. L’importo complessivo ammonta a 19.500 euro.

Sospensioni e gravi carenze sulla sicurezza

Non solo multe. Sono scattati anche due provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Le sospensioni sono motivate sia dall’impiego di personale irregolare sia da gravi violazioni in materia di sicurezza. In particolare, è stata accertata la mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi. Il DVR è obbligatorio per legge.

Si tratta di uno strumento essenziale per prevenire incidenti sul lavoro. Senza questo documento, i dipendenti restano esposti a rischi concreti. Inoltre, durante le verifiche sono emerse infedeli registrazioni sul Libro Unico del Lavoro. Anche questo rappresenta un segnale allarmante.

Per tali irregolarità sono state irrogate ulteriori sanzioni amministrative. L’importo complessivo raggiunge 24.500 euro. Pertanto, l’operazione si inserisce in un piano più ampio di contrasto al lavoro sommerso. Il settore della ristorazione resta tra i più esposti. Ritmi intensi e alto turnover, infatti, favoriscono comportamenti scorretti. Tuttavia, questo non può diventare un alibi.

I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane. L’obiettivo è tutelare i lavoratori e difendere le imprese oneste. Perché il lavoro nero non è solo un’irregolarità amministrativa. È una piaga sociale che impoverisce il territorio e calpesta la dignità.

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