Il Pride mancava da otto anni dalla città di Foggia. Ad aprire il corteo l’attrice foggiana Maria Chiara Giannetta, Vladimir Luxuria, il cantante Antonino, l’artista Osvaldo Supino e tanti altri
L’onda arcobaleno ha colorato le strade di Foggia: la parata del Foggia Puglia Pride è partita da piazza Umberto Giordano, alle 16.30 del 10 giugno. Il corteo con oltre 5mila persone si è snodato poi lungo corso Vittorio Emanuele; corso Garibaldi; via Vittime Civili; viale Candelaro (tratto da via Vittime Civili a via Nenni); via Pietro Nenni; piazza Aldo Moro (tratto e direzione di marcia da via Saverio Pollice a Via Fuiani); via Fuiani (tratto da piazza Aldo Moro a via Arpi); via Arpi; via della Repubblica (tratto da via Arpi a via Diomede); via Diomede.
L’arrivo in piazza Giordano. Come in altre occasioni, con una ordinanza, il Comune di Foggia, che ha patrocinato l’evento, ha disposto il divieto di introduzione e consumo all’aperto di bevande in bottiglie di vetro e in lattina e di bevande alcoliche, oltre al divieto di utilizzo di petardi e spray urticanti.
Il Pride mancava da otto anni dalla città di Foggia. Ad aprire il corteo l’attrice foggiana Maria Chiara Giannetta, Vladimir Luxuria, il cantante Antonino, l’artista Osvaldo Supino e tanti altri.
«Oggi è la nostra festa con cui vogliamo ribadire alla città e a tutta la nazione che noi esistiamo perché i Pride servono a questo, a dare visibilità a chi è invisibile e a ricordare che siamo pronti a dare battaglia, a fare rumore, a non indietreggiare nemmeno di un passo sui nostri diritti» ha dichiarato la presidente di ‘Arcigay Foggia’ Alice Rizzi durante la marcia. Insomma, il Pride ha messo d’accordo gran parte della città che vive situazioni comuni, che con l’orientamento sessuale non hanno nulla a che vedere.
«Purtroppo non siamo solo noi ad essere sotto attacco – le fa eco Giuseppe Maffia di ‘Famiglie Arcobaleno’ – ma lo è l’intera comunità. Per questo il pride oggi è il simbolo della lotta di tutti e di tutte per una società più equa. Oggi qui sosteniamo l’uguaglianza perché un domani le nostre lotte potrebbero diventare quelle degli altri. E noi ci saremo».
È una bella pagina per Foggia, una città che oggi mostra un’altra faccia, una faccia diversa da non molti anni fa, come evidenzia Maria Chiara Giannetta: «È veramente un’emozione enorme venire qui, vedervi gridare e vedervi liberi. E io, che dieci anni fa sono scappata da Foggia perché avevo paura persino di indossare una gonna, oggi torno e mi sento libera con voi nella mia città. Grazie a tutti voi».
Alle 20.00 il corteo è tornato laddove aveva iniziato la sua marcia per un momento di confronto. Ed è qui che la passione, la forza dirompente e anche l’amarezza vengono fuori. Anche da parte dei genitori di chi ha sfilato.
«Siamo orgogliosi dei nostri figli – dice Rosa Pedarra, presidente di ‘Agedo Foggia’ – e siamo qui per dire loro di stare sempre con le spalle dritte e il mento in su. Agli altri, invece, vogliamo ricordare che li teniamo d’occhio: non bloccate nei cassetti i sogni dei nostri figli e delle nostre figlie, non provate ad avvelenare la loro serenità perché noi faremo resistenza».
«Noi qui vogliamo ribadire che non vogliamo più padroni. Non permetteremo più a nessuno di decidere quali diritti darci perché ognuno è libero di decidere per sé. Nessuno più si deve sentire obbligato a lasciare la propria città per il proprio orientamento sessuale o altro» è l’intervento di Luxuria. «Oggi mi sento orgogliosa di essere foggiana – conclude – di essere passata per strada dove prima non potevo perché venivo ricoperta di insulti. Foggia oggi non sei più quella che eri nella mia adolescenza e oggi lo hai dimostrato».








