Consegnati a Roma i riconoscimenti della XVI edizione del Premio dedicato alla memoria di Isabella Sturvi. Premiati i professionisti dell’informazione che hanno contribuito a diffondere la cultura della donazione del sangue e del plasma
Promuovere la cultura della donazione attraverso un’informazione corretta, rigorosa e capace di sensibilizzare l’opinione pubblica. È questo l’obiettivo del Premio Giornalistico FIDAS “Isabella Sturvi”, giunto alla sua XVI edizione, che ha celebrato i migliori contributi giornalistici dedicati alla donazione del sangue e degli emocomponenti.
La cerimonia di premiazione si è svolta venerdì 5 giugno nella Sala “Walter Tobagi” della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, a Roma, alla presenza di rappresentanti del mondo dell’informazione, delle istituzioni sanitarie e del volontariato.
Un premio dedicato a Isabella Sturvi
Il riconoscimento è intitolato alla memoria di Isabella Sturvi, storica responsabile dell’Ufficio VIII “Sangue e Trapianti” della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, figura che ha rappresentato un punto di riferimento nazionale nelle politiche pubbliche legate alla donazione del sangue.
Anche quest’anno il premio ha voluto valorizzare il ruolo fondamentale dei professionisti dell’informazione nel diffondere conoscenza, sensibilità e consapevolezza attorno a un tema che riguarda direttamente la salute pubblica e la solidarietà sociale.
Ventotto lavori selezionati dalla giuria
Sono stati 28 i lavori selezionati dalla giuria, realizzati tra il 1° maggio 2025 e il 30 marzo 2026, scelti per la qualità giornalistica, l’accuratezza delle informazioni e la capacità di raccontare il valore umano della donazione.
L’iniziativa conferma come una comunicazione attenta e responsabile possa contribuire concretamente ad aumentare la sensibilità verso una pratica che ogni giorno permette di salvare vite umane.
Giovanni Musso: «La cultura della donazione è un servizio alla collettività»
Il presidente nazionale FIDAS, Giovanni Musso, ha sottolineato il valore assunto dal premio nel corso degli anni.
«Il Concorso ha coinvolto centinaia di giornalisti provenienti da tutta Italia e il suo albo d’oro comprende firme autorevoli del panorama giornalistico nazionale e internazionale. Un percorso che conferma l’importanza di valorizzare chi sceglie di raccontare storie di solidarietà, salute e responsabilità sociale», ha dichiarato.
«In Italia ogni giorno servono circa 7 mila sacche di sangue per garantire trasfusioni, interventi chirurgici, trapianti e cure per numerose patologie. Per questo divulgare la cultura della donazione significa essere realmente al servizio della collettività», ha aggiunto Musso.
Di Trapani: «Il giornalismo può essere al servizio della vita»
A evidenziare il ruolo sociale dell’informazione è stato anche il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Vittorio Di Trapani.
«Raccontare la donazione di sangue è un autentico atto di responsabilità civile. In un’epoca caratterizzata dalla diffusione di fake news e disinformazione, il giornalismo corretto, trasparente e scientificamente rigoroso rappresenta un presidio fondamentale», ha affermato.
«Celebrare chi racconta il dono del sangue significa promuovere una cultura della solidarietà, della gratuità e dell’inclusione. L’impegno dei giornalisti dimostra che il giornalismo può e deve essere al servizio della vita», ha concluso.
Tutti i vincitori della XVI edizione
Per la Sezione Nazionale il premio è stato assegnato a Emilio Vitaliano per il lavoro “Oro rosso. Un dono prezioso”, pubblicato su BBC Scienze, premiato per la capacità di raccontare la donazione come un autentico gesto di solidarietà collettiva.
Nella Sezione Locale il riconoscimento è andato a Maurizio Zanoni per l’articolo “Impara il valore del dono in classe e ora lo trasmette ai suoi studenti”, pubblicato su Il Cittadino di Lodi, apprezzato per la sensibilità narrativa e il valore educativo del racconto.
Per la categoria Emergenti Under 35 il premio è stato attribuito a Giulia Gogiali per il servizio “Sangue e territorio: chi tiene in piedi la macchina della donazione. Il racconto da Ardea e Torvaianica”, pubblicato su Il Faro Online, che ha evidenziato il ruolo della partecipazione comunitaria nella diffusione della cultura del dono.
La Menzione Speciale è stata infine assegnata a Giulio Sensi per l’articolo “Cresce la raccolta di sangue malgrado il calo di donatori. Più attivi giovani e donne”, pubblicato sul Corriere della Sera, per la capacità di raccontare l’evoluzione del sistema trasfusionale italiano dopo gli anni della pandemia.
Informazione e solidarietà per salvare vite
Ai vincitori delle sezioni Nazionale e Locale è stato assegnato un premio di 1.500 euro, accompagnato da una targa ricordo, mentre alla vincitrice della categoria Emergenti è stato riconosciuto un premio di 1.000 euro.
La XVI edizione del Premio Giornalistico FIDAS conferma ancora una volta il valore dell’informazione come strumento di sensibilizzazione sociale e promozione della salute pubblica, ricordando come dietro ogni donazione vi sia un gesto concreto capace di fare la differenza nella vita di migliaia di persone.
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