Il consigliere regionale Napoleone Cera attacca la Regione: «Foggia dimenticata, esclusa da strategie e investimenti. Il Gargano e i Monti Dauni abbandonati, mentre altrove si vola grazie a marketing e fondi mirati»
Mentre Lecce segna un +21% nel settore turistico, Bari continua a crescere e Brindisi decolla, la provincia di Foggia resta indietro, relegata a un modesto +3,6%. A denunciare con forza questa disparità è il consigliere regionale Napoleone Cera, che non usa mezzi termini.
«Ma davvero ci vogliono far credere che questo sia normale?», si chiede Cera. «Se un turista arriva a Lecce, oltre all’aeroporto, trova eventi e marketing. Se arriva a Foggia, trova un silenzio assordante. Ma i cittadini di Capitanata pagano le stesse tasse degli altri pugliesi. Perché allora sono trattati da pugliesi di serie B?»
Nel mirino del consigliere, l’esclusione sistematica della Capitanata dai piani di promozione turistica della Regione Puglia. «Ci hanno tagliati fuori dalle strategie, lasciati senza campagne, senza una visione. E la verità è che alla Regione non interessa se il Gargano cade a pezzi o se i Monti Dauni si spopolano».
Cera sottolinea l’assenza di investimenti anche nei luoghi simbolo del territorio: «San Giovanni Rotondo resiste da sola, grazie alla devozione per Padre Pio. Ma dove sono le idee per Vieste, Peschici, Monte Sant’Angelo? Dove i progetti per rilanciare i cammini nei Monti Dauni? Foggia è la regione dimenticata della Regione».
Secondo Cera, il turismo pugliese funziona «solo per chi sta nel raggio di cento chilometri da Bari». Il resto, accusa, «è lasciato marcire nell’oblio». E aggiunge: «Campagne pubblicitarie milionarie, spot in TV, fiere internazionali. Ma ditemi: quante immagini del Gargano avete visto? Quanti pacchetti promossi nei Monti Dauni? Zero».
Una denuncia dura e articolata, che si estende anche al modello politico: «Il turismo è una miniera d’oro. Ma per Foggia resta solo la polvere. Chi ci governa ha scelto di investire solo dove conviene. Non è un errore, è una strategia deliberata».
E ancora: «Zero cabina di regia, zero ascolto, zero visione. La nostra terra è quella con le potenzialità più forti e inespresse. Ma non interessa. Altro che Puglia “di tutti”. Questa è la Puglia di pochi».
Infine, un affondo politico: «Il report sul turismo è solo l’ultimo tassello di un quadro a tinte fosche: prima i dati sull’economia, poi sulla sanità, ora questo. È evidente il fallimento di questo centrosinistra, che ha ancora il coraggio di riproporsi ai pugliesi con le stesse ricette. È il momento di cambiare e di ridare una speranza di futuro alla Puglia».








