Dopo cinque anni il Tribunale di Bari pronuncia sentenza di assoluzione per i sette imputati. Savino Montaruli: «Il fatto non sussiste, giustizia è fatta»
Dopo cinque anni arriva la sentenza: tutti assolti i manifestanti accusati di interruzione di pubblico servizio e invasione di edificio per i fatti avvenuti nel luglio 2021, quando un gruppo di cittadini entrò nel Palazzo della Presidenza della Regione Puglia, sul Lungomare di Bari, nell’ambito di una protesta legata alla modifica dei piani assistenziali e alla tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Il Tribunale di Bari ha pronunciato l’assoluzione con la formula «il fatto non sussiste», chiudendo una vicenda giudiziaria che aveva suscitato forte attenzione e che, secondo i diretti interessati, aveva generato sofferenza e preoccupazione per chi aveva partecipato alla manifestazione.
Secondo quanto ricostruito, la protesta mirava a sollecitare interventi sui piani assistenziali e a richiamare l’attenzione sulle istanze delle persone diversamente abili e delle loro famiglie. L’ingresso nella sede regionale aveva portato alla contestazione dei reati di interruzione di pubblico servizio e invasione di edificio.
Tra i presenti quel giorno anche l’attivista sociale Savino Montaruli, presidente dell’associazione di impegno civico “Io Ci Sono!”, che aveva documentato la manifestazione attraverso una diretta. Appresa la notizia della decisione del Tribunale, Montaruli ha commentato con soddisfazione: «Sono felice per questa assoluzione perché il fatto non sussiste. Quando seppi che i miei amici erano stati denunciati fui immediatamente convinto che tutto si sarebbe risolto nel nulla e così è stato».
Secondo l’attivista, la sentenza rappresenta un riconoscimento del diritto di manifestare senza che vi siano stati sconfinamenti illegittimi. «Il Tribunale ha emesso una sentenza che rende giustizia a chi si è messo in gioco ed ha rischiato per difendere la propria libertà ed i propri diritti. Sette brave persone che hanno liberamente esercitato il proprio diritto di manifestare senza andare oltre le leggi», ha aggiunto, sottolineando come – a suo dire – non vi sia mai stata un’occupazione illegittima della sede regionale.
L’assoluzione dei manifestanti nel procedimento legato ai fatti del 2021 segna dunque la conclusione giudiziaria di una vicenda che aveva diviso l’opinione pubblica, riaffermando, secondo i protagonisti, il valore costituzionale della libertà di manifestazione del pensiero.
Con la sentenza del Tribunale di Bari si chiude così un capitolo durato cinque anni, che aveva visto i sette imputati opporsi al decreto penale di condanna e scegliere la via del giudizio ordinario, conclusosi con l’assoluzione piena.








