Apulia Film Commission nel mirino di Fratelli d’Italia: «Concorsi cuciti su misura e fondi europei gestiti senza controllo»

Il gruppo regionale FdI attacca duramente la Fondazione: bandi ad personam, anomalie nella gestione del Film Fund e presunto conflitto di interessi. Chiesta un’audizione urgente in Commissione Cultura con la presidente Tosto e il direttore Parente per fare chiarezza

Fratelli d’Italia torna a puntare il dito contro le pratiche di reclutamento nelle agenzie e fondazioni regionali pugliesi. Dopo le accuse a Pugliapromozione e agli Aeroporti di Puglia, ora è il turno della Apulia Film Commission, finita al centro di una dura nota congiunta firmata dal capogruppo Renato Perrini e dai consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Paolo Pagliaro, Tommaso Scatigna e Tonia Spina.

Nel mirino del gruppo di centrodestra, un presunto concorso del 2021 ritenuto “cucito su misura” per stabilizzare una figura già individuata, con criteri che – secondo FdI – avrebbero addirittura preferito il diploma alla laurea per facilitare l’assunzione.

Ma l’aspetto più grave sollevato dai consiglieri riguarda un’ipotesi di conflitto di interessi che coinvolgerebbe una segretaria della Commissione incaricata di valutare le richieste di finanziamento, che, secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, avrebbe assegnato un contributo a una società di cui risulterebbe socia.

«Saremmo di fronte a un’anarchia gestionale che mette in discussione ogni piano di anticorruzione», scrivono i consiglieri, ricordando come la Fondazione sia attualmente presieduta da Annamaria Tosto, già procuratore generale, scelta dal presidente Michele Emiliano proprio per ristabilire la trasparenza nella gestione, dopo le note tensioni tra l’ex presidente Simonetta Dellomonaco e il direttore Antonio Parente.

FdI ha quindi richiesto un’audizione urgente in Commissione Cultura alla presenza della presidente Tosto, del direttore Parente e del responsabile dell’anticorruzione della Fondazione, per accertare la veridicità dei fatti e valutare la sospensione dei pagamenti dei fondi europei alle società coinvolte, qualora emergessero irregolarità.

Un affondo pesante che riaccende i riflettori su gestione, trasparenza e vigilanza in uno dei principali enti culturali della Regione Puglia, già in passato travolto da polemiche e attriti interni.

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