Spi Cgil Foggia: «Città oramai allo stremo, noi investiamo in CEP e Candelaro»

«Lo stato in cui versa la città e la sua necessità di riscatto ci invitano tutti a un impegno realmente nuovo. Da questo parte la fase che si è aperta con l’assemblea congressuale dei pensionati» dice Ciampolillo

Dalla Lega Spi Cgil di Foggia in una nota dichiarano «Sette anni di amministrazione Landella, con le note vicende su cui è in corso il meritorio lavoro svolto dalla Magistratura, hanno ridotto il capoluogo nello stato che possiamo osservare quotidianamente».

«Con i rifiuti sui marciapiedi, Foggia è più sporca di quanto non sia mai stata. Ci sono intere zone al buio, marciapiedi e assi viari dissestati che causano infortuni e incidenti a donne e uomini di tutte le età, zone verdi in parte o del tutto inagibili, servizi pubblici da riorganizzare, una manutenzione e una cura degli spazi comuni assai deficitari o del tutto inesistenti, quartieri periferici ridotti a dormitorio. Lo sanno bene le nonne e i nonni che camminano per strada tenendo per mano i propri nipoti cosa sia diventata questa città e quale impegno servirà affinché si inizino a ripristinare condizioni di ripresa per un capoluogo di 150mila abitanti. Lo stato in cui versa la città e la sua necessità di riscatto ci invitano tutti a un impegno realmente nuovo. Da questo parte la fase che si è aperta con l’assemblea congressuale dei pensionati della Lega Spi Cgil di Foggia».

Negli interventi che venerdì 11 novembre 2022, hanno aperto l’importante appuntamento del Sindacato Pensionati, c’è tutta la preoccupazione e la consapevolezza, da parte di dirigenti e tesserati della Lega Spi Cgil di Foggia, di un momento particolarmente delicato e complesso per la città. Le attività e i servizi informativi e di assistenza di via della Repubblica sono posti nel cuore della città e colgono giornalmente le difficoltà di giovani, donne, anziani, di famiglie e lavoratori foggiani e stranieri. Disoccupazione, precariato, costo della vita in aumento verticale, disagio sociale ed economico delle fasce più deboli della popolazione continuano ad avere indici elevatissimi a Foggia. Negli ultimi anni, poi, complici la pandemia e la piaga delle liste d’attesa, sono aumentati anche gli ostacoli per chi ha necessità di curarsi.

«Per questo noi siamo ripartiti dai più deboli e nelle periferie», ha spiegato Alfonso Ciampolillo, segretario generale SPI Cgil Foggia. «La scommessa portata avanti con l’apertura della sede nel quartiere Cep è una scommessa che abbiamo vinto: dalle 8.30 della mattina alle 20 della sera, quello è diventato un punto di aggregazione, non solo un presidio di servizi ai cittadini. Con l’Agenzia delle case popolari abbiamo aperto un confronto sulle case senza ascensori: troppi anziani che hanno problemi motori sono rimasti praticamente imprigionati nei loro appartamenti. Abbiamo lavorato bene sull’invecchiamento attivo, sulle liste d’attesa stiamo riuscendo a ottenere i primi risultati, a breve avvieremo un’importante iniziativa a Candelaro. Noi facciamo e vogliamo continuare a fare appieno la nostra parte, per questa città, credendo in essa e nella possibilità di contribuire a migliorarla».

La relazione di Salvatore Bruno, segretario della Lega Spi Cgil Foggia, e gli interventi di Maurizio Carmeno, segretario Cgil Foggia, e di Giovanni Forte, segretario generale Spi Cgil Puglia, hanno affrontato anche i temi più generali.

La diffusa e capillare campagna d’informazione sulle liste d’attesa ha rimesso al centro dell’agenda politica una questione vitale. E di deve allo SPI Cgil, dopo circa 10 anni di blocco, la rivalutazione delle pensioni in base all’aumento del costo della vita. La percentuale è stata stabilita in maniera definitiva nella misura dell’1,9%, a fronte dell’1,7% già erogato da gennaio scorso. La quota residua dello 0,2% sarà erogata con la pensione del mese di novembre 2022, con relativo diritto ad arretrati da gennaio. Dal 1° gennaio 2023, la perequazione sarà rispondente al tasso di inflazione del 2022 che, prevedibilmente, non sarà inferiore al 7%.

Sempre sulle pensioni, sono stati ottenuti la maggiorazione una tantum del 2% corrisposta da ottobre a dicembre 2022 e i bonus di 200 e 150 euro per le fasce di reddito più basso.

Nel suo ultimo Consiglio dei ministri, inoltre, il governo Draghi ha dato il via libera alla Legge sulla non autosufficienza. Entro e non oltre il 1° marzo 2024, toccherà al nuovo esecutivo della Presidente Giorgia Meloni approvare i decreti attuativi necessari a dispiegare concretamente le azioni previste dalla nuova legge.

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